Diavolaccio d’un Berlusconi..
Bisogna riconoscere che gli stimoli elettrici che tengono in piedi il già Padre Fondatore del polo di centrodestra (una bellezza… un quarto di secolo fa!) continuano a provocare scintille ancora oggi, sia pure in presenza del più piatto encefalogramma della politica italiana che sia mai esistito.
Qual’è la tecnica dell’ex Presidente?Quella di dire tutto e il suo esatto opposto solo a distanza di pochi giorni.
Esattamente questo caratterizza chi non ha delle prospettive di lungo periodo (anche per ovvie carenze visive e pure fisiche) e agisce con il supporto di continue provocazioni: che riempiono le pagine dei giornali e fanno pure imbizzarrire i suoi più ingenui sodali.
L’ultima è quella che si è inventato la settimana scorsa: una intesa con Salvini e Meloni ribattezzata… “il patto della pera cotta”!
Una grande sintonia unitaria di vedute con i sovranisti che ha finito per mandare su tutte le furie Maria Stella Gelmini.  Con il ministro Renato Brunetta che -il giorno dopo- ha immaginato un grande patto tra le forze… cattoliche, liberali e socialiste europee.
Alcune testuali affermazioni di Silvio, giusto per per dilettarci un pó… Eccole.
“Il sovranismo é una bufala, chi ci crede é stupido” ; “Lega e fascisti incapaci di governare senza di noi”; “l’Europa nazionalista e sovranista ha provocato due guerre mondiali e decine di milioni di morti. Vogliamo tornare indietro? No.” (AGI, 28 settembre u.s.. meno di un mese fa!).
Ai giovani ingenui bócciòli di Forza Italia (pupetti incravattati riuniti nella Manifestazione “Everest” di inizio del mese scorso) insegnava, il Nostro, che la  “destra sovranista non potrà mai vincere da sola. E se vincesse non sarebbe in grado di governare”.
La tecnica del “un colpo al cerchio e uno alla botte” era l’incipit della vecchia Democrazia Cristiana, una tecnica con cui essa si arrabattava spesso, vigente il sistema proporzionale: i lettori più “scafati” ne sono a perfetta conoscenza.
Ma vedere quel gioioso trio uscire nel parco della villa -con tanto di Dudú a fare da scenografia- per proclamare il… “patto della pera cotta”…non ci suona un pó strano?
Eh sì, perché qui a Roma dicesi “peracottaro”  il grande bugiardo che – di sovente- fa delle piazzate.
Che la definizione del dessert finale sia l’ultima sottile ironia che Silvio ha voluto dedicarci?
A ben guardare Giorgia Meloni, che è di Roma, lo ha capito più di tutti… ed ha abbozzato con la faccia da iettatrice.  Basti vedere il sorriso sardonico che ha nel momento in cui Silvio schiocca un possente bacio sulla guancia barbuta di Matteo Salvini.
Ieri Fregoli ha.. strambato.. tutto: “L’Italia ha bisogno di un centrodestra liberale, cristiano, europeista, garantista. Sta a noi costruirlo e rafforzarlo, perché la politica italiana ha bisogno di questo”.
Meloni e Salvini sono ripartiti, evidentemente. Si cambia disco.
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