Questo giornale -nel luglio scorso- diede spazio a due articoli, che commentavano in modo critico il disegno di legge proposto dal deputato Veneto di sinistra Zan: che era passato di misura alla Camera dei Deputati.

Il senso di quelle osservazioni era che -in buona sostanza- dentro quel… “vagone normativo”… erano stati infilati tutti i gagliardetti identitari di una sinistra autoreferenziale, assai irrispettosa pure delle opinioni altrui.
Per cui, in definitiva, una battaglia pur giusta e sacrosanta in tutta Europa (la parità di genere e pure dei diversi è riconosciuta da tutti) finiva per diventare lesiva della legittima opinione di altri che vedevano con fastidio la nascita di un giorno di festa, oppure l’insegnamento nelle scuole di materie… “border line”.
Ciò avrebbe finito per relegarci dietro la lavagna di una Europa assai piú flessibile e avanzata di noi: anche se non è proprio del tutto così.
Certo, che se per volere troppo -com’è già accaduto- si finisce per ottenere il nulla allora….abbiamo un problema.
La medaglia d’oro che ci sentiamo di proporre per Elisabetta Casellati e per Roberto Calderoli ha la motivazione per aver cercato di riportare a un minimo di razionalità un dibattito che si stava troppo avvitando attorno alle bandiere di una sinistra presuntuosa, autoreferenziale, irrispettosa delle diverse identità culturali e pure delle pulsioni civiche ché esistono in questo paese: che -non dobbiamo dimenticarlo-  è pur sempre anche liberale e cattolico.
Onore a quei 154 Senatori (131 sono stati i “no” e 3 gli astenuti)  che hanno riportato il treno nei giusti binari dove, almeno per 6 mesi, starà fermo.
Per intanto occupiamoci di rispettare i tempi del PNRR.
Ché siamo indietro.
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