Non c’è un problema finanziario.
I denari ci sono eccome.
Sono scesi in campo anche dei miliardari privati (dal fondatore di Amazon a Bill Gates o alla Fondazione Rockefeller) al fianco degli Stati che stanno pure stanziando trilioni e trilioni di dollari e di euro per evitare il… Big Bang climatico.
Quello che finirà per portare alla nostra scomparsa definitiva come umanità.
Così, dopo di aver concluso (con il simbolico gesto del lancio della monetina nella fontana di Trevi a Roma) il G-20, i Capi di Stato e di governo si sono ritrovati a Glasgow, in Scozia, per un altro vertice (COP-26) sull’ambiente.
L’appuntamento si concluderà tra circa un anno e che vedrà ora impegnati gli “sherpa” (tecnici) che dovranno stilare un documento finale di intesa da sottoscrivere.
Boris Johnson aprendo i lavori ha detto testualmente che: “l’orologio sta ticchettando al ritmo furioso di centinaia di miliardi di pistoni, fornaci e motori, con i quali pompiamo CO2 nell’aria sempre più velocemente”.  Giusto allarme.
Solamente che qui scendono in campo, implacabili, i numeri che ci dicono (dati 2019) che:  la CINA emette CO2 al ritmo del 27% del totale mondiale; gli USA per l’11%; L’INDIA per il 6,6%; l’UE per il 6,4%; la RUSSIA per il 3,1%, etc.etc.
Tutto chiaro e semplice allora?
No, perché il maggior inquinatore non ha preso parte ai lavori, in base ad altri numeri.
Quelli che ci dicono che i maggiori inquinatori pregressi (dal 1751 al 2017) hanno costruito una…”base di partenza” per la CO2, con un concorso di colpa di fatto quasi opposto.
Vale a dire: USA per il 25%; UE 22%; CINA 12, 7%; RUSSIA 6% e INDIA per il 3%.
Il pregresso non è proprio cancellabile ed esso -di fatto- inchioda i presunti “buoni” di oggi.
Tant’è che -giustamente- i “cattivi” dicono: “ma come? Adesso siamo noi quelli che dovremmo fermarci? Noi che abbiamo l’ambizione di migliorare il nostro tenore di vita?
Questo non è affatto reato”
È chiaro che, se posta così, l’amena questione è complicata.
Ci vorranno mesi e mesi di lavoro, miliardi di spesa e tanti alberi da piantare, per ritrovare un minimo di equilibrio.
Tempi che rischiamo di non avere affatto.
Giustamente ce lo ricordano Greta e le giovani generazioni: “i grandi veri siamo noi”!
Non è che abbiano tutti i torti.

Ritorneremo sull’argomento.
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