Ricordando Luigi Einaudi, nell’ anniversario della sua scomparsa (30 ottobre 1961) ed in concomitanza con la riunione plenaria del G20 a Roma-Eur ben organizzata da Mario Draghi, mi sono chiesto quale futuro si prospetti per il nostro travagliato Continente e cioè se dovrà continuare ad essere considerato un gigante dai piedi d’ argilla..
E mi sono ricordato del mito ellenico di Europa che veniva attratta da un candido toro in riva all’ Egeo e poi rapita da Zeus sotto le sembianze del bianco animale..
In effetti l’ Europa attuale desta da sempre le ingordigie dei suoi vicini, che la temono e la concupiscono, e addirittura di alcuni stessi componenti dell’ U.E. che la considerano un esclusivo salvadanaio cui attingere e nulla più..
Nella loro totale indifferenza ed egoismo nazionale costoro attingono a piene mani al bilancio comunitario senza tuttavia assumersi le responsabilità e gli oneri di considerare preminente la legge europea su quella interna ed anzi facendo carta straccia dei principi di Democrazia Occidentale in essa contenuti..
Chissà se Luigi Einaudi, celebre per l’ aneddoto della pera 🍐 indivisa avrebbe pensato troppo negativamente al riguardo e si sarebbe lasciato influenzare da tali eventi negativi ?
Non lo sapremo mai ovviamente, ma la sua determinazione nel sogno giovanile di un vero e compiuto Federalismo Europeo ante litteram non si è mai interrotto e questo rimane a tanti anni dalla sua morte di buon auspicio e dovrebbe spingere gli europei di buon senso e buoni sentimenti a non lasciare spezzare il filo che ci unisce in modo che non venga reciso riportandoci tutti alle sofferenze indicibili ed alle lacerazioni etniche di due Guerre Mondiali..
L’ Europa fatica a crescere, ma non torna indietro, spes ultima dea, Roma auspice, come oggi 31 ottobre in cui ci sentiamo un po’ tutti romani..
Salvo implicazioni calcistiche, però, e me lo consentirete senz’altro spero..
🇮🇹🇪🇺

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