Permettiamo subito una cosa…
Quella ex-bambinetta spocchiosa che abbiamo citato nel titolo non ha mai provocato particolari brezze empatiche presso di noi, anzi l’esatto opposto.
Ma abbiamo deciso di sceglierla comunque, tuttavia, perché lei è l’emblema tipologico di una generazione che è nostro preciso dovere tutelare oggi, non avendo (essa) ancora alcuno spessore rappresentativo negli spazi decisionali.
Sono i nostri figli e/o nipoti, ancorché antipatici nel portamento: ma non è questo il punto.
Anche perché loro (come tutti gli esseri viventi) producono un bel pó di CO2 da sempre, anche solo rimanendo in vita: non producono, né lavorano, né viaggiano senza di noi.  Però generano CO2.
Quindi non è solo questo il pistone che ossessiona le notti del leader britannico e che turba l’equilibrio ambientale, ma siamo proprio tutti noi:  “lo scopriremo solo vivendo”…. diceva quella canzone.
Ebbene, per toglierci questa curiosità (che sfizio non è affatto) una Società britannica ha redatto un lavoro-studio che puntualmente elenca le quantità di anidride carbonica prodotte in un anno.
Dettagliando pure le attività relative.
Ad esempio, sapevamo che la produzione di vestiti incide per il 10% dell’inquinamento umano?
Oppure che ben il 14% delle emissioni deriva dagli allevamenti: che, a loro volta, producono il cibo di cui ci nutriamo?
E ancora: che i trasporti sono responsabili.. “solo”… per il 25%?
Non si salvano neppure le tecnologie digitali: responsabili dell’8,5% della anidride globale.
Che fare, allora?
Tornare all’età della Pietra non può mai essere la soluzione.
Basterebbe solo un pó più di accortezza sui corretti gesti da tenere da parte nostra.
Come, ad esempio: consumare meno carne favorendo il pesce, lavare i vestiti con l’acqua fredda, ovvero privilegiare i cibi a “Km0″… e altro ancora.
Ognuno di noi può portare un piccolo pezzettino di tessuto per confezionare quell’abito che ci consentirà  di… passare ‘a nùttata.
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