La Democrazia Cristiana, sotto la guida del tandem centrista Piccoli-Forlani, visse perennemente sotto scacco ad opera di una sinistra interna: assai bisbetica quando governavano gli altri, i cd. “nemici”.
Viveva, insomma, la DC, nel clima maggioritario ante-litteram.
Accadde a quel tempo che -per “deviare” i sempre uguali peana che picchiettavano la testa del duo- fosse ideato un grande confronto pubblico di esclusiva riflessione tematica: che venne battezzato col nome di “Assemblea Nazionale”.
Doveva essere, quella, una sede di esclusiva meditazione tematica (aperta agli “esterni”): per orientare il #fuocoadalzozero delle correnti che già convergeva tutto verso i baffi del trentino, ovvero verso le fluenti chiome biancoargentate del debole leader marchigiano.
Quest’ultimo si avvaleva, allora, di un plurifotografato portaborse: un giovane e di buone speranze (certo Pierferdinando Casini di Bologna) che del marchigiano era un valente Direttore d’Orchestra.
Allora, come sempre, urgevano  risposte emergenziali da dare ai troppi problemi della nazione.
Vennero, quindi, lasciate fuori da quella sede le armi della critica politica e financo ogni pretesa di potere.  Per parlare solo di temi.
Detto fatto.
Fu così che le decine di migliaia di Sezioni di tutta Italia si riunirono per discettare di filosofia e votare temi… Tutti basíti, gli iscritti.
Fu un misero fallimento.
Quello di Tesi elastiche, malleabili e intercambiabili, ché poi rimasero di fatto tutte belle e stampigliate dentro di un grande librone blu.
I delegati di quella  Assemblea erano stati divisi in due zone logistiche: quella riservata ai “bianchi” -che pesavano “1” (i parlamentari etc.)-, separati dai “verdi” (intellettuali e/o peones), che valevano “2/3 di 1”.
Non si è mai capita questa diversa virilità elettorale: i bianchi di qua ed i verdi di là…
Analogamente, dopo un trentennio, Matteo Salvini -per depotenziare la massa critica esplosiva che gli sta volteggiando sopra la testa e per rinviare la sparatoria con Giorgetti ed i Presidenti/ Governatori/pro-Green Pass- ha pensato di ricreare quel modello… democristiano!
L’unica variante sarà il colore delle schede.
Abbiamo buoni motivi per arguire che stavolta i “verdi” varranno 1 e i “bianchi” 0,5.
Sarà d’accordo Orban?

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