Scrutando le ultime intenzioni politiche degli italiani un dato deve balzarci agli occhi: il bipolarismo non esiste affatto, semmai parliamo di nominalismi.
Nel senso che più che ai partiti o alle coalizioni di partiti gli elettori guardano a singoli rappresentanti e alla credibilità degli stessi.

Il regime parlamentare è sparito?
Due italiani su tre ripongono fiducia in Mario Draghi, non conta affatto quale sia l’intenzione -momentanea e assai saltabeccante- dei partiti nei suoi confronti: lui ha il 65% del consenso degli elettori italiani.
A prescindere…
Persone che ripongono tutte le loro speranze in lui;  di più, tutto ormai finisce per ruotare attorno a lui.
Presidenza della Repubblica inclusa.
Nel senso che tutti quanti (anche l’unica opposizione, sic) lo vorrebbero al Quirinale: chi per santificarlo, chi per toglierselo dalle scatole.
Ma pur sempre il Quirinale è…
Forse è questa la conseguenza di un Paese che si sente  insicuro.
Molto insicuro.
Risultato: pensavamo che il sistema maggioritario ci avrebbe portato delle certezze.
La sicurezza.
Ci ritroviamo con un pugno di mosche in mano.
Partiti dissolti, certezze sul futuro sparite e…soldi pure!
Questo è effetto della aleatorietà di umori personali e di visioni di breve periodo, che non esistevano affatto nella plurivituperata I^ Repubblica.

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