Giovedì 25 p.v. sarà rinnovato il Trattato tra Italia e Francia.
Una sorta di cooperazione rafforzata tra quella che è pur sempre una grande potenza nucleare ed un Paese che sta costantemente ricercando una nuova credibilità euromediterranea.
Esso fa seguito a un primo Atto di tale fatta, che Paolo Gentiloni firmò -in nostra rappresentanza- nel 2017.
Allora nessuno pronunciò verbo, anche perché pochi (Giorgia Meloni per prima) avevano letto quell’atto: che crea un asse forte tra due Paesi animati, nel corso dei secoli, da una sorta di odio-amore sin dall’epoca dei Romani (e forse dal primo uomo primitivo, scoperto nella Costa Azzurra).
“Il Parlamento non ne sa nulla” tuona ora Giorgia Meloni, non senza di aver ricordato -con una punta di malizia- come fu proprio FdI, nel 2017, a sventare la rapina di acque territoriali da parte dei cugini.
Illudendosi, forse, che qualcuno se la beva.
Anche perché, ricorda l’On. Fassino “la nostra Costituzione prevede la ratifica del Parlamento, ma solo DOPO, non prima, la sottoscrizione dell’Accordo”.
Implicitamente rimandando a settembre -nella materia della “Educazione Civica”- la forzuta leader della destra sovranista.
La Costituzione non può essere tirata come un lenzuolo a seconda dei transitori bisogni di un partito: che, guarda caso, la ignora del tutto in altri capitoli.
Questo Trattato non è altro che il frutto di un lungo lavoro diplomatico in gestazione dal 2017: dopo che esso si era arenato sotto il governo Conte I, posti i deteriorati rapporti che Matteo Salvini aveva del tutto strappato sulla questione-migranti e che Luigi Di Maio aveva bissato dando ragione ai gilet-gialli.
I tempi cambiano e proprio Di Maio dovrebbe fare da statuina nella foto-opportunity dell’evento, sorridendo alle spalle di Macron!
Elettronica, apparecchiature militari, telefonia, cantieristica navale, Gruppi alberghieri, telecomunicazioni, produzioni agricole e prodotti secondari vari dovrebbero far parte delle intese: che non tralasceranno la questione della pesca.
Su cui la Francia ha già un altro importante contenzioso aperto con la Gran Bretagna.
Solo la piccola polemica politica fine a sé stessa starebbe dietro alle parole di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia.
Il senso profondo e vero è che l’Italia è tornata in gioco.
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