Le attuali azioni di arrembaggio (seppur legittime) a Società ricche da parte di soggetti stranieri stanno aprendo -con la vicenda TIM- un nuovo fronte di battaglia politica.

Oggi è il Fondo USA KKR, ieri era la francese VIVENDI, ma il punto è uno solo: possono -gli stranieri- impossessarsi di quel grande patrimonio nazionale che ci siamo pagati con le nostre tasse e pure con parte dedicata nelle nostre bollette telefoniche?
Quel valore che è fatto di tralicci, cavi sottomarini, satelliti, fili, chip, centrali, ripetitori, etc. etc.
Cioè, in una parola, di una rete che si è nutrita dei nostri soldi, ma pure di quelli dei nostri trisavoli, bisnonni, nonni, padri: e che è un nostro preciso dovere di tramandare ai nostri figli e nipoti?
Questo è il punto su cui la politica DEVE battere un pugno sul tavolo e agire di conseguenza.
Perché se è pur vero che -in condizioni di assoluta emergenza- la rete militare può operare, non è affatto detto che quelle che si chiamano informazioni “sensibili” abbiano diritto a un passaggio.
Informazioni; transazioni; accordi commerciali; report bancari; codici sanitari, etc. etc., senza rete non vanno proprio da nessuna parte.
Quella di telecomunicazione (che ci siamo ampiamente pagati con le nostre tasse e continuiamo a foraggiare con le nostre bollette) non può cadere nelle mani dello straniero.
Si chiami KKR, Vivendi o… vattelapesca, lo Stato ha il pieno diritto-dovere di intervenire.
A nome di tutti noi.
Vedremo come andrà a finire, ma ci rifiutiamo di pensare che possa palesarsi un Alto Tradimento.
1159
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here