I lunghi mesi che sono passati -in presenza di uno stato pandemico molto complicato- dalle ultime elezioni politiche, hanno fatto della Germania il vero… “buco nero” per l’Europa intera. Ora l’intesa tra i socialdemocratici, i liberali e i verdi, é stata raggiunta e il governo è pronto per partire.

Noi non osiamo pensare a cosa sarebbe stato detto se le stesse cose fossero successe qui da noi. Detrattori e gufi di ogni sorta si sarebbero alzati per gracchiare al mondo le proprie pulsioni iettatrici, minacciando sfracelli all’urlo di: “queste cose possono accadere solo in Italia”. Invece se succedono in Germania non si sente stormire una fronda. Va bene pure questo…

La situazione teutonica ha stentato assai a ripartire perché i tedeschi hanno espresso un voto, il primo dell’era post-Merkel, che -dopo 16 anni- ha delineato una perfetta situazione di stallo.

Con 3 partiti (il Socialdemocratico, il Verde e il Liberale) che con fatica, ma con una straordinaria alacrità, hanno testardamente cercato di voltare una pagina di spessore “storico”  rispetto al duo CDU-CSU: che, in vari modi, era riuscito a essere sempre il binario principale e fondante di riferimento tedesco. In più, in presenza di poche attese di crescita economica; con un PIL che cresce a scartamento ridotto (forse perché il crollo -nell’ultimo lustro- quasi non c’è stato); con una inflazione che é il doppio di quella che abbiamo in Italia;  con una forte crisi del settore trainante (quello automobilistico) e persino-ciliegina sulla torta- con lo stallo del gasdotto sottomarino NordStream2: che avrebbe voluto essere una corsia preferenziale diretta con l’Unione Sovietica di Putin.

Alla faccia del resto d’Europa. La divergenza di  programmi tra i tre partiti seduti al tavolo sono stati incollati con lo scotch fino a dare la trama del  programma di governo. La “spinta anti-Merkel” (se possiamo definirla così) ha prevalso su tutto, alfine.  La storia si fa anche “contro”.

Possiamo essere certi che, una volta firmata l’intesa con una forte aspettativa di crescita, la locomotiva di traino della UE intrera ripartirà spedita: traendo dietro di sé molte nostre industrie del nord che non aspettavano altro per rimettersi in marcia.

Perché noi europei, non dobbiamo dimenticarlo mai, siamo una cosa sola.

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