Il governo può rendere disponibile circa 8-900 milioni, da aggiungere ai 2miliardi già stanziati, per contrastare il rincaro delle bollette energetiche.
O, almeno, dovrebbe essere questo l’impegno che potrebbe assumersi Draghi non appena verrà liberato dal cruccio delle migliaia di emendamenti che -minacciosi- il Parlamento sta mettendo sul capo al documento contabile annuale che dovrebbe vedere luce entro la fine del mese.
Sì apre il confronto sul Superbonus, mentre é ancora viva la disputa sul Reddito di cittadinanza: che il M5S vorrebbe venisse esteso a tutti gli stranieri che risiedono in Italia da almeno 5 anni.
Via libera pure a una mini-proroga alle cartelle-esattoriali e conferma della esenzione dal pagamento della Tassa sui rifiuti per alcuni enti ecclesiastici extraterritoriali.
Insomma, detto in parole povere, alcune strutture di culto (a Roma ma pure nel resto d’Italia) pur richiamando milioni di turisti che sporcano e lasciano i rifiuti per le strade -né potrebbero fare altrimenti-, non contribuiscono affatto al ristoro delle spese di raccolta e smaltimento degli stessi che invece paghiamo tutti noi.
Seppure quei soggetti danno un forte apporto al flusso turistico, ci parrebbe giusto contribuissero con una tariffa almeno simbolica. Invece no.
Insomma va prendendo corpo un documento finanziario annuale che accresce gli spazi assistiti e finisce di fatto per comprimere gli stimoli competitivi per una ripresa in stile PNRR.
È come se fossimo in presenza di uno strano strabismo: ché nel medio periodo guarda in alto, nel breve i propri piedi.
Avrebbe guardato però solo la punta delle proprie dita se a guidare il Paese fosse rimasto Conte.
Infatti la logica assistenziale trova conferma anche dalla ennesima “folgorazione sulla via di Damasco” (per stare in tema religioso) che ha colto il M5S: ricredutosi pure sul contributo del 2 per mille ai partiti politici, ché oggi vorrebbe incassare tutto.
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