Ormai un gruppo unico tra le destre europee non ha più speranza di nascere.
Anche Matteo Salvini -che con la modestia che gli è tipica voleva fungere da…ponte levatoio… per Forza Italia- ha dovuto alzare la bandiera bianca.
Marine Le Pen e Viktor Orban gli restano distanti.
“È necessario che maturino i tempi”, riporta una nota della Lega: che continua a non ammettere di aver preso una topica colossale, anche perché la sua “alleata” (?) italiana, Giorgia Meloni, si oppone strenuamente alla nefasta eventualità di una fusione, non avendo proprio niente a che spartire con un carroccio bifronte.
Allora facciamo il punto.
Forza Italia é PPE, Fratelli d’Italia è #destraantieuropea e la Lega un mercenario senza patria.
Un bel quadretto di famiglia, non c’è che dire in quanto a coesione per le future candidature preventive alle elezioni politiche nazionali.
Vediamo cosa sta oggi accadendo nei confronti del governo Draghi: Forza Italia é uno dei muri portanti l’esecutivo, Fratelli d’Italia è il suo più strenuo oppositore e la Lega è un giorno col piede dentro e l’altro col piede fuori.
Ringrazi, il trio, il Semestre Bianco: altrimenti che bugia avrebbero raccontato agli italiani?

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2 COMMENTI

  1. La situazione è grave ma non seria,come scriveva Flaiano. La crisi, però, è di sistema e serve una profonda riforma della politica italiana a partire dei partiti. Personalmente credo nella necessità di un nuovo centro politico democratico, popolare, liberale e riformista, alternativo alla destra nazionalista e populista e distinto e distante dalla sinistra ancora in cerca della propria identità. Un centro in grado di rappresentare politicamente gli interessi e i valori del terzo stato produttivo e dei ceti popolari. Un saluto cirdlae all’amico Perticaro, ettore bonalberti

  2. Caro Ettore, da studioso attento alle vicende politiche italiane quale sei sempre stato non potrai non notare come nella scheda ci sarà un assemblaggio casuale di posizioni mai chiarite e -anzi- talvolta confliggenti le une con le altre. Oggi ci siamo concentrati sulla più risibile: che trova in quello che si chiamò (ora non più) centrodestra la sua più plastica espressione. Ma non è che a sinistra stiano meglio. Questo perché il nostro Paese (lungo e stretto, come diceva un ns. comune amico), senza una legge elettorale in senso proporzionale che sappia dare voce a tutte le anime e i territori, viene troppo compresso culturalmente e regredisce sempre di più.
    Verso estremismi pericolosi: tanto a destra quanto a sinistra. Ciao

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