“Incomprensibile”.

È questo il commento di un Mario Draghi basìto dopo la decisione di CGIL e UIL di proclamare lo sciopero per il 16 dicembre p.v.
“Immotivato e ingiustificato”,  perché la pratica del coinvolgimento è stata la cifra distintiva di questo rispetto ai governi precedenti.
Quando il sindacato veniva quasi del tutto ignorato.
Dicono che anche personalmente Mario Draghi abbia molto sofferto per una decisione -quella di CGIL e UIL- che non è stata affatto condivisa dalla CISL.
La spaccatura sindacale è un fatto importante, che Landini ha voluto portare avanti nonostante le legittime perplessità di quanti avevano visto -in questo documento contabile annuale- il segno concreto di una inversione di tendenza.
Landini “voleva avere voce in capitolo su tutto”, forse ignorando che la nostra agenda la detta l’Europa e il PNRR.
CGIL e UIL sono fermi al secolo scorso?
Oppure hanno un accordo segreto con Giorgia Meloni per mettere Draghi in difficoltà?
Non ci è dato di saperlo, certo è che la sinistra e la destra estreme tentano ancora di far male all’Italia.
È bene che si accendano i riflettori su questa paradossale sintonia, ché non può essere casuale.
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