S&P conferma la tripla B per l’Italia.
Prima preceduta dal (-), ora dal (+).
Restiamo pur sempre seduti nelle ultime file della classe -a causa dell’alto debito-, ma con qualche speranza in più: dovuta alle buone prospettive di crescita future.
Anche Moody’s ci classifica in “Baa3” e questo è importante per le vendite del nostro debito.
L’OCSE prevede un bel +6,3% di crescita per la nostra economia: posto che la spinta industriale (finalmente si lavora a pieno regime grazie alle massicce vaccinazioni, frutto di decise scelte e di importanti responsabilità) e pure quella dei consumi interni ci  danno ottimi segnali.
Più gente che produce e consuma è la nostra carta vincente sulla scena internazionale.
Altro che le balle no-vax!
Oggi la sfida è quella di mantenerci nel gruppo di testa: qui ci stiamo giocando tutto sul PNRR e sulle terze dosi che contrasteranno dei nuovi lookdown.
“+4,1% nel 2021, +4,6% nel 2022 e +2,6% nel 2023” é il bel trittico di crescite che L’OCSE prevede.
Realizzare le riforme promesse alla Europa, riducendo le incursioni di stampo clientelare della politica politicante, certamente favorirà la riforma della PA.
Digitalizzando e velocizzando la giustizia penale e civile; in più consentendo la realizzazione di una vera riforma che andrà in direzione dell’alleggerimento fiscale per famiglie e imprese.
Un segnale pur sempre timido, ma che si colloca in una significativa controtendenza rispetto agli ultimi anni.
Certo, rimangono preoccupazioni per la ripresa dell’inflazione ma è poca cosa rispetto al baratro verso cui stavamo precipitando.
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