Il terrore raccontato da TV, giornali, siti internet è ancora forte, aggressivo, pervicace. Al contrario, anche alla luce della strabiliante campagna vaccinale portata avanti con atteggiamento marziale, occorrerebbe sobrietà nei toni e molta più pacatezza. Invece (per motivi facilmente intuibili) si continua a percorrere la strada della narrazione drammatizzante. Da qui la recente approvazione della proroga dello Statod’emergenza sino al prossimo trentuno marzo: situazione di eccezionalità che sembra essere diventata la nuova normalità. Sullo sfondo l’epidemia sanitaria che trova in ciascun Paese d’Europa (per non andar troppo lontano) un modo differente di reazione e di gestione. Scelte politiche dettate dall’interesse del momento che nell’Italietta impaurita e depressa hanno il nome di green pass e di super green pass. Trovate fantasiose partorite dai sedicenti migliori nel tentativo (a quanto sembra vano) di contenere i contagi che, invece, sono in costante aumento. Secondo costoro, proprio grazie all’adozione del lasciapassare verde, le infezioni si sarebbero addirittura dovute azzerare creando ambienti sicuri: frottola raccontata a reti unificate non solo dai politici, ma anche dalle nuove starlette della TV generalista in camice bianco (gli ormai noti e buriosi “virologi”). A far da cornice una serie infinita di contraddizioni figlie di protocolli astrusi privi di reale valore scientifico avallati dal Ministero della Salute guidato da un non medico (Speranza). Un non medico è quindi al vertice del dicastero che si occupa di medicina e salute pubblica giustificando in tal modo i tanti non medici che si esprimono in materia. Insomma, se un non medico fa il ministro della Salute non si capisce perchè gli altri cittadini non possano dire la propria circa la medicina e la salute: ragionamento sillogico, sebbene orticante.

È fin troppo evidente che alimentare questo clima di paura è utile al governo multicolor di stanza a Palazzo Chigi per coprire le proprie mancanze e carenze in campo economico e sociale. Molta teoria, tanta accademia, innumerovli proposte dal sapore naif che poco o nulla garantiscono a decine di milioni di italiani. E pensare che c’è chi ancora oggi continua a ritenere il banchiere caro a Bruxelles l’Unto del Signore, il Salvatore della Patira. Non si capisce bene cosa abbia fatto di tanto meraviglioso il noto tecnocrate delle cui azioni stanno beneficnado partiti e partitucoli che occupano dicasteri e poltorne di rilievo. Se i consumi latitano non è solo colpa dell’inflazione galoppante ma anche di un clima di paura instillato con fare metodico che crea scompenso e scompiglio tra i cittadini le cui azioni sono anche frutto di stati emotivi e psicologici. Più si incede nell’esagerazione mediatica, più si deprimono comportamenti virtuosi utili ad una ripresa degli acquisti e delle vendite. Lo sanno bene gli esercenti che quotidianamente affrontano mille difficoltà per portare avanti le propie attività al di là dei colossi dell’e-commerce che osservano altre dinamiche e altri percorsi.

L’Italia, ancora oggi e per fortuna, è ricca di piccole attività commerciali, negozi di vicinato che animano i centri urbani e i centri storici delle città e che rappresentano dei presìdi importanti di socialità e di vita reale. Ignorare questo vivace microcosmo (che prospera se c’è libertà e tranquillità) significa non conoscere il paese reale e gli equilibri che lo sottendono. L’esecutivo “fritto misto”, invece, sembra stia percorrendo tutt’altra strada alimentando un clima di paura generalizzato pur di giustificare scelte politiche prive di reale valore scientifico: sta alzando sempre più l’asticella delle restrizioni che vista la percentuale di persone vaccinate non avrebbero senso di esistere. All’orizzonte si intravedono nuovamente le zone a colori, le mascherine, il distanziamento. Procedure protocollari che sarebbero dovute essere un amaro ricordo proprio in virtù delle doppie e delle triple dosi inoculate.

Il reality show, invece, continua e durerà (almeno) sino alla prossmia primavera visto che l’allerta nazionale è stata prorogata, caso unico in Europa. Da qui il fatto che certa informazione asservita al potere continua a narrare una realtà spesso inutilmente enfatizzata propinando su input politico le solite immagini, i soliti racconti, spesso le solite bugie. Basta con il terrore, occorre serenità.

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1 COMMENTO

  1. Stato d’eccezione o d’emergenza per qualsivoglia motivo: come il narcisismo collettivista rende schiavi della partitocrazia, la Casta!

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