di Daniele Avignone
Il 2021 è un anno che ricorderemo a lungo sia a causa della pandemia, sia per i felici successi che hanno permesso di rialzaci dopo l’ultimo decennio disastroso.
A incoronare definitivamente l’Italia è stato il “The Economist” nominandoci nazione dell’anno e manifestando grande stupore per il contesto politico italiano il quale – da sempre conflittuale – trova un fattore comune in Mario Draghi.
Ció che la testata loda maggiormente è la capacità delle forze politiche di aver riconosciuto il momento critico mondiale e nazionale, mettendosi a completa dispisizione del Governo Draghi.
Ciò che, invece, deve portarci a riflettere come elettori è che proprio nel momento di crisi l’unica soluzione di risalita è stata rappresentata dagli uomoni “di sistema” ben lontani dalla vecchia allenza Giallo-Verde che vedeva nell’Europa un pericolo e nei partiti classici un carrozzone da eliminare. Insomma, è ancora presto per capire se gli italiani siano ancora avversi alle istituzioni classiche o se semplicemente al momento non abbiano alternative, fatto sta che 3/4 dei cittadini sperano che questo Governo continui a traghettarci verso tempi migliori.
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