“Ho un voto più di te, quindi si fa quello che dico io!”

“Quel candidato è troppo televisivo e mi fa ombra: escludetelo dalle liste!”

“Come ti permetti di parlare a nome della compagine? La prossima volta sei fuori!”

“La nostra coalizione non crede alla pandemia!”

E via discorrendo.

 

Non si sa quanto (e se) ce ne si renda davvero conto.

La politica, che fu già raffinata arte del possibile e della interpretazione dei problemi di una società difficile qual’è la nostra; di mediazione e dialogo dentro le stesse coalizioni; sta ingoiando la sua pozione letale.

Persino dalle attività speculative economiche e imprenditoriali essa non sembra avere più distinzione.

La logica percentuale, dominante nelle Società per azioni, si é impadronita pure delle Aule parlamentari: dentro cui si giunge persino ad immaginare un Capo dello Stato eletto con un voto di scarto in più; magari derivante da una improvvisa… dissenteria.

“Perfettamente in linea con il dettato costituzionale” dirà qualcuno.

 

In punta di diritto non è tesi errata questa, precisiamolo, ma essa non è del affatto corroborante dal punto di vista democratico.

Il nostro popolo partecipa alla corrida, non di rado rimanendo basíto mentre assiste ad acuti vocalizzi, sbraiti, urla, slanci fisici, o comportamenti virulenti.

Che sono diventati norma ormai in quella sorta di “mercati delle pulci” che sono diventate le Aule del nostro confronto democratico.

Per cui, alla fine, la stessa gente si rende del tutto estranea dal gioco: per non commettere più errori irrimediabili.

Tipo quello che è stato di recente commesso nelle ultime Elezioni Politiche re che ha finito per occupare il Parlamento con tanti manipoli e quaraquàquà.

Perché il M5S (partito che pur detiene tuttora la maggioranza relativa) si palesa ormai con troppe teste: concave e/o convesse; alte e/o basse; lucide e/o opache, persino -allo stesso tempo- “sfoderabili”.

Vocate per funzioni di governo, ovvero del tutto protestatarie.

Una classe politica da Operetta, questa, colma di “vuoti a perdere”. Ma essa pure è stata scelta dal popolo italiano, nemmeno un lustro fa.

Essa governa un Paese capace, nello stesso tempo, di generare grandi sconquassi ma pure -per converso- di elevarsi a modello per il grande civismo dimostrato.

Che perfino storiche democrazie monarchico-parlamentari (tipo quella inglese, con il premier già intubato a causa ricerca di una chimerica “immunità di gregge”), tutte genuflesse a causa di recenti vicissitudini pandemiche, hanno indicato quale esempio da seguire.

L’abbiamo -sì è vero- affrontata, questa crisi per approssimazioni successive, ma il metodo scelto è pur sempre l’unico modo per domarla, la bestia.

 

I fatti concreti stanno dando del tutto ragione a Super-Mario, il quale -“cacchio cacchio-tomo tomo” (cit. Totó) sicuramente colpirà anche un altro bersaglio grosso: quello di… evirare i No-vax.

 

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