L’unica spiegazione potabile da darsi in chiave positiva alla pseudo candidatura di Silvio Berlusconi è quella che proprio suo sia l’ordito di una fine manovra finalizzata a lanciare per aria innanzitutto un falso bersaglio.

Capace di attrarre sulla propria rotta il fuoco nemico delle batterie di sinistra: onde far transitare -in mezzo ad esse- il suo vero Preferito.

Del resto non si riesce a trovare altra ragione logica per riuscire a leggere una candidatura che è quanto di più divisivo si possa alambiccare.

Ma anche se fosse stata questa la risposta cifrata alla offerta fatta da Enrico Letta essa dovrebbe presto disvelarsi.

Perché un Capo dello Stato eletto in uno dei primi 3 turni di votazione avrebbe proprio nell’anziano leader il suo vero king-maker!

Può darsi che l’operazione del… “giaguaro smacchiato” (la potremo chiamare d’ora in poi così) sia stata ideata per potersi chiudere anche con l’ok di Giorgia Meloni.

Questo accadimento sarebbe più che mai scintillante e finirebbe per ammantare di vera nobiltà politica il salto in avanti del redivivo giaguaro.

Dotando proprio così il Nostro di un profilo da grande statista: un Padre del tutto degno di fregiarsi, ad opera del nuovo Capo dello Stato, del prestigioso titolo di Senatore a vita.

 

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