Tutti sconfitti e tutti scontenti: gli Italiani hanno trovato finalmente la loro unità; nello sconforto dantesco del bordello …ma, qualcuno potrebbe dire, meglio che niente. Dovremmo vede un Paese felice e, invece, dilaga il malumore; del tutto incomprensibilmente per come sono andate le cose.

Eppure la Chiesa, grande maestra di vita politica, in venti secoli ha mostrato ai fedeli (e in Italia sono ancora tanti!) che il potere mellifluo, complimentoso, dolciastro e sdolcinato è l’unico che veramente possa e debba durare.

E gli Italiani che amano non tanto la verità quanto la menzogna, ancorché stucchevole e quasi palese, sono sempre stati particolarmente grati a chi ha procurato loro il sonno, soprattutto della ragione, con pozioni che avevano il sapore della camomilla mielata o di consimili zuccherose tisane.

La scienza medica, dal canto suo, ha insegnato agli abitanti dello Stivale a rifiutare o a fare un consumo modesto di cibi salati: ciò dovrebbe bastare per mantenere bassa la pressione sanguigna e  aiutare l’umore a restare buono anche nelle circostanze più avverse.

La giornata di ieri ha messo poi in luce anche la vocazione monarchica degli Italiani.

Come i loro antenati da cives della res publica romana  erano divenuti, dopo l’immigrazione mediorientale,  felicemente sudditi di un  “impero” con forti venature bizantine , così ieri gli abitanti dello Stivale (che ormai ha il fondo di  suola vistosamente bucato) non hanno neppure tentato di nascondere la loro invidia per il lungo governo di Elisabetta II d’Inghilterra  e hanno piegato, con il conforto di togati “accademici”, “la migliore Costituzione del mondo” a consentire un quattordicennale  imperio, nella Repubblica dal promesso ricambio nel vertice (l’argomento fu usato per vincere il referendum).

Ieri, inoltre, il motto gattopardesco del fingere di cambiare perché nulla cambi  ha ricevuto un’ulteriore conferma e ci ha fatto capire che la sua limitazione ai siciliani era stata soltanto un segno di modestia intellettuale di Giuseppe Tomasi di Lampedusa; a non volere essere svegliati dal sonno e ad essere costretti a  condannare chi li vuole indurre a essere vigili sul loro destino futuro  sono tutti gli Italiani, non i soli Siciliani.

Infine, un clamoroso “fake” si è disvelato.

Uniti come i pifferi di Hamelin (e ciò prescindendo dal luogo di nascita del pifferaio) gli Italiani avevano dato l’impressione di essere orientati a disinfestare il proprio Paesi dai “ratti” (nel caso specifico: dai politici e burocrati corrotti, dai magistrati con il facile uso politico degli avvisi di garanzia, dai benpensanti baciapile disseminati nei pubblici uffici e in luoghi settari di vario orientamento, dagli amministratori comunali amanti dei cinghiali tra i rifiuti non raccolti,  dai propalatori economici del nulla capaci di trasformare una pesante situazione debitoria in un’occasione di crescita economica, dai giornalisti senza nerbo e privi di spina dorsale  e dai politicanti senza arte né parte, capaci unicamente di essere servi dei banchieri stranieri e nostrani).

Non era così. Era questo il fake”. Probabilmente, come quei bambini  di montagna gli abitanti di Enotria, terra del vino, si  perderanno, per l’ennesima volta,  al suono (neppure più melodioso) del Festival della canzone di San Remo, magari bevendo birra di marca tedesca (come l’ideologia hegeliana dominante in Italia a destra e a sinistra e persino tra i liberali).

Ciò farà dimenticare loro non solo la voce dell’ultimo  speaker della Camera dei Deputati ma anche tutte le fandonie “bevute” in duemila anni di storia patria.

 

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