Un galantuomo, commentando la nostra nota del 31 u.s., ci ha scritto:

“…é chiaro che il concetto di emergenza non fa parte della cultura di molti esponenti della destra perché lo ritengono un qualcosa di non “coerente”.

Credo che la coerenza sia apprezzabile in condizioni di “normalità” economica e finanziaria, non in pandemia e non in emergenza dove tutti (tutti, ndr) dovrebbero remare dalla stessa parte per il bene del paese.”

Sottoscriviamo integralmente queste parole, però applicando le stesse a quella grande… statista che risponde al nome di Giorgia Meloni con tutto il suo cúcuzzàro.

Questa statista “de nóàntri” ritiene di dover dettare il “passo” -per filo e per segno- a tutti i moderati italiani: liberali, cristiani, repubblicani e socialisti.

Noi, per parte nostra (certi di interpretare il sentire di tutte quelle famiglie politiche), le rispondiamo con un bel … “PRR”!

Di più, sottolineando la sua totale ingratitudine (venne “sdoganata” da Fini e da Berlusconi), vorremmo aggiungere che tutti i liberali -pure quelli di sinistra, che fanno parte integrante della nostra famiglia (un grande pensiero non si fa chiudere dentro forzati recinti bipolari)- rifuggono il suo.. “passo dell’oca” di teutonica rimembranza.

Noi vorremmo -una volta passata l’emergenza- finalmente correre, saltare, ballare, fermarci e pure rotolarci sotto il sole.

Del tutto liberi e indipendenti.

Anche in politica: se, finalmente, il sistema maggioritario finirà in cantina.

Si arroga, la statista, anche la pretesa di rappresentare questo pensiero?

Non sarà affatto facile.

 

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