Avete mai guardato ai “raggi X” una bolletta elettrica?

Da quando sono stati messi degli obblighi giustificativi per ogni singolo aspetto di costo sarebbe consigliabile farlo: se non altro per capirne tutti i versanti e non parlare a casaccio.

Noi l’abbiamo fatto ed i risultati inerenti l’ultimo anno faranno parte della seguente riflessione.

Innanzitutto, quali voci di costo la compongono?

Fondamentalmente sono tre: la MATERIA ENERGIA; il TRASPORTO E LA GESTIONE CONTABILE e le IMPOSTE (nazionali e locali).

Ebbene, anche i referenti destinatari delle nostre provviste economiche sono diversi e non sono tutti interamente riconducibili a colui chi fornisce il gas (ammesso che questo sia l’unico propellente per far ruotare le turbine da cui l’elettricità origina).

Cioè le vicende ucraine e russe sono solo indirettamente la causa parziale del rincaro di cui soffrono le nostre famiglie e le nostre imprese, ché vedono dissolversi i presunti vantaggi originati dal PNRR.

Il costo della materia prima (considerata da sola) è accresciuto del 60-70% in bolletta; mentre dal 15 al 18% sono saliti i costi per il trasporto e la gestione del contatore (ma non sono rimasti gli stessi e allora perché il rincaro? ndr.); non parliamo poi dell’IVA, i cui referenti sono solo nazionali (ndr.).

Il che vuol dire, praticamente, che non sono solo la Russia o l’Ucraina che devono spiegarci il rincaro, ma sono soprattutto il sistema fiscale italiano e pure una logica di profitto ingiustificato che sono complici colpevoli della messa al muro di troppe famiglie e imprese.

Per cui non bastano gli aiuti del governo, ma si intervenga pure per la non traduzione automatica dell’IVA e sulle imprese che stanno approfittando della situazione.

 

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