Nella lunga e sorprendente intervista rilasciata da Papa Francesco a Fabio Fazio sulla 3ª Rete RAI nell’ambito del programma “Che tempo che fa” di domenica 6 febbraio u.s, ancora una volta sono state ribadite alcune note caratteristiche del pensiero dell’attuale Pontefice latinoamericano chiamato alla guida della Chiesa Cattolica dalla “fine del mondo” ormai da quasi dieci anni.

La prima: riguarda il primato dell’azione della Chiesa nei confronti dell’uomo e in particolare dell’uomo che soffre, dell’uomo povero, dell’indigente, del migrante in cui ogni credente cristiano è chiamato a riconoscere il volto stesso del Signore e ogni non credente o diversamente credente il volto di un fratello che chiede aiuto e per questo soccorso. Se questo non avviene siamo a rischio – dice il Papa, soprattutto come paesi occidentali- di andare incontro ad un “tragico naufragio di civiltà”. A questo riguardo Francesco ha invitato tutti – in modo particolare le cd democrazie liberali – a guardare senza paura a questi nostri fratelli che invocano aiuto affacciandosi alle nostre frontiere. Come disse Elie Wiesel: “Quando le vite umane sono in pericolo, quando la vita umana è in pericolo, i confini nazionali diventano irrilevanti”

La seconda: riguarda la cura e la custodia del creato, di questa “Casa comune” della famiglia umana che rischia di collassare per un uso sconsiderato delle risorse naturali di cui è dotata a favore di tutti. E anche qui i paesi ricchi devono fare un serio esame di coscienza riguardo allo sfruttamento egoistico di beni che sono di tutti e di cui dovranno godere anche le future generazioni.

La terza: riguarda la paternità di Dio. Dio è Padre e Padre di tutti e dunque ogni uomo è fratello. Non c’è pace nel mondo perché Dio ci ha creati liberi. Una libertà assoluta e drammatica che ci permette di scegliere anche il male. Questo Padre però non ci abbandona alle nostre scelte sbagliate. Possiamo invocare il perdono che Lui è sempre disposto a donare a tutti (questo intende il Papa parlando sorprendentemente di “diritto al perdono”(sic). Questo Padre va pregato con fiducia, sicuri di essere ascoltati anche quando ci sembra di non venire soddisfatti nelle nostre richieste.

Infine una nota sul dolore e la sofferenza dei bambini. Perché soffrono i bambini? Il Papa non ha una risposta a questo grande mistero che coinvolge Dio stesso. Forse un po’ di luce ci viene dal Padre di Gesù che ha voluto operare la salvezza del mondo attraverso la morte e la sofferenza atroce del suo Figlio, del Suo Bambino. Per la nostra fede in quella morte e in quella di chi a quella morte viene misteriosamente, ma provvidenzialmente associato, c’è la salvezza di tutti!

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