Mettiamo subito in chiaro alcune cose.

Questo Stato possiede troppi rami importanti di attività economiche, soprattutto in settori strategici.

Noi liberali riteniamo che questa sorta di… “variante” alla nostra visione economica di spessore economicamente privatistica e di libero mercato, possa avere pure delle eccezioni specifiche: ma solo in taluni settori.

Prendiamo, ad esempio, la sanità: dove l’aver fronteggiato una terribile pandemia quale quella che ci siamo ritrovati tra capo e collo solo con il poderoso aiuto pubblico ci é tornato assai utile.

Qui l’intervento pubblico ha senso.

Ben diverso è il caso in cui lo Stato si “ricompra” il controllo della Società Atlantis-Autostrade.

Sono stati poco accesi i riflettori giornalistici su di una vicenda che ha dell’incredibile perché ci ha -di fatto- impoverito.

Ma, del resto, …noi cittadini elettori siamo stati troppo informati (dai giornali e dalle tv) sui virus e sui nostri dolori per poterci davvero concentrare su altri aspetti.

Però pochi numeri spiegano tutto.

Per 2,5 miliardi di euro (circa 5.000 miliardi di lire) la Premiata ditta Benetton fece l’investimento della vita: altro che lana…

Correva l’anno 1999.

Incassati fior di milioni dai biglietti; non esagerano in spese per lavori di manutenzione… fino a quando non crolla il ponte Morandi di Genova e -in piena pandemia- nel 2021 lo Stato si ricompra il tutto per soli ….8 (otto) miliardi di €uro.

Risultato finale: in poco più di due decenni (22 anni) la famiglia Benetton si porta a casa, oltre al fresco denaro dalle biglietterie, un guadagno di ben 5,5 miliardi di €uro sul capitale.

 

Quando si dice…. “la disgrazia”..

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