E’ stato difficile per un individuo amante del pensiero libero scrivere articoli per tentare di capire, usando il raziocinio,  le sgangheratezze che hanno caratterizzato  le attività pubbliche  nel corso della pandemia del Covid 19. In Occidente si sono registrati i risultati peggiori dell’intero pianeta.

Dai dati statistici risulta che il contenimento maggiore del virus si è avuto nei Paesi dell’Estremo Oriente: Cina, Giappone e Corea del Sud, soprattutto. Gli abitanti della parte Ovest del pianeta ne hanno soltanto parlato e discusso molto di più con ripetute polemiche, sui media e on line; tutte molto infervorate e dense di reciproche, infamanti accuse.

I dati provenienti da interviste, sondaggi, e ricerche hanno provocato baraonde sull’efficacia dei vaccini, sulla validità e sulla costituzionalità delle chiusure disposte dalle Autorità, che sembravano aver perso ogni lume di ragione, anche non rispettando principi basilari della libertà umana.

Al termine della pandemia del Covid 19, noi abitanti dell’italico Stivale (almeno quelli  che non portavano la sveglia al collo) avevamo capito che a distinguere i popoli Orientali da quelli dell’Occidente non erano solo i tratti somatici, gli occhi a mandorla, i capelli nerissimi e il colorito della pelle, ma soprattutto il razionalismo in essi abbondantemente presente; e latitante, invece, nelle nostre file.

Chi è convinto dell’utilità di perseguire l’iter di un pensiero libero e privo di dogmi e di verità indiscutibili, deve ammettere che non poteva essere altrimenti.

La religione non ha attecchito in modo pieno in Estremo Oriente, ma è diventata endemica solo nel Medio-Oriente e nellazona dell’India-Pakistan e la filosofia tipicamente orientale è simile a quella del modello pre-socratico e sofistico dell’evo greco-romano, concreto e prevalentemente monistico;  non ha nulla in comune con quello platonico, dualistico e fantasioso (com’è ogni credenza irrazionale e astratta).

Heri dicebamus che se è stato difficile perseguire la logica nel parlare del Corona-virus è divenuto addirittura impossibile intervenire in modo distaccato, ragionevole  e sensato sull’attacco bellico, feroce e spietato, della Russia di Putin all’Ucraina di Zelensky con la doppia accusa della prima di voler annientare la rinascita  di un neo-nazismo, in incubazione a Kiev,  che minaccerebbe l’Europa  e della seconda di opporsi alla ricostituzione del vecchio impero sovietico anche se di stampo non più bolscevico per la presenza di molti ricchi magnati, provenienti dalla Nomeklatura.

Destra e Sinistra Hegeliane chiamate in campo per spiegare lo scontro! E’ così?

Anche se non lo fosse, tali reciproche  invettive rappresentano la conferma della vocazione autodistruttiva dell’Occidente che non riesce a liberarsi della sua malefica, irrazionale cultura, fatta di emotività e passionalità contrapposte, sia sotto il profilo della esasperata conflittualità religiosa tra i monoteismi in essa imperanti  sia sotto quello filosofico della preminenza  idealistica di stampo tedesco-hegeliano.

Nonostante, infatti, l’espansione   dell’idea di “Occidente” che ha assunto un rilievo  probabilmente esagerato rispetto alla diversità interna che lo caratterizza (un vero pot-pourrì etnico: sono Occidentali gli Svedesi e i Sudamericani, gli Inglesi e gli Spagnoli e via dicendo) il pastiche religioso-ideologico è restato incrollabilmente unico: lo stesso, immutato da duemila anni. E da allora produce disastri.

In qualche modo, si può dire che la parte Occidentale del Pianeta si è assunto il ruolo di “madre di tutte le guerre”. Esse partono in grande misura dagli Stati Uniti d’America ma non risparmiano l’Oriente e l’Africa.

E, sempre, i Nord-Americani issano (ipocritamente, secondo un numero crescente di abitanti del pianeta)  lo stendardo salvifico  del Bene Universale da elargire all’intero pianeta per solidarietà religiosa o politica, della Democrazia liberale da regalare a popoli trogloditici e dell’altro generoso “dono” della Fede giudaico-cristiana, a garanzia di un destino ultraterreno felice per le anime dei defunti.

Ora se un duro colpo all’orgoglio degli Occidentali di essere il “sale” della Terra era già stato inferto dalla pandemia del Covid 19, per il modo confuso e disordinato  con cui l’emergenza sanitaria era stata affrontata e gestita, ora la scomposta reazione del Nuovo e del Vecchio Continente di fronte all’attacco irrazionale, improvvisato e incomprensibile di Putin a Zelensky  dovrebbe indurre gli Europei (Russi compresi) e gli Statunitensi  a pronunciare molti “mea culpa”. 

Gli americani di Joe Biden (ispirato e controllato, verosimilmente, dal Deep State) dovrebbero chiedersi che senso abbia avuto parlare di restarsene a casa e annunciare, nel contempo, l’inizio “prossimo venturo” di una terza guerra mondiale senza si essi (?).

La NATO dovrebbe conciliare in modo convincente la sua natura di organismo asseritamente difensivo con l’invio di armi da parte dei suoi membri in territorio ucraino, certamente non compreso, allo stato, in quello dell’alleanza atlantica.

L’ Europa dovrebbe chiedersi quali effetti potrebbero prodursi se si accettasse la richiesta dell’ Ucraina di entrare in questi frangenti nell’Unione.

La Russia dovrebbe ammettere di avere fatto un madornale errore di previsione circa la chirurgica efficienza di un’operazione militare che si è trasformata, invece, in una guerra fratricida di inaudita ferocia.

Si può prevedere che nessun ripensamento vi sarà, verosimilmente, da parte di nessuno. Né sarà di aiuto la stampa Occidentale che, almeno in Italia, si è distinta per un bellicismo umorale tendente a esaperare gli animi più che indurli alla riflessione meditata.

E’ augurabile che un aiuto per evitare la terza guerra mondiale prevista, irresponsabilmente, da Joe  Biden verrà dalla Cina che insieme  all’ideologia comunista (datale in prestito dall’Unione Sovietica) ha messo tra le cose da inviare al macero tutte le componenti religiose e ideologiche dell’irrazionalismo occidentale.

 

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