Soppesando per intero il discorso che tradizionalmente il Presidente USA fa sullo Stato di quella Unione sono suonate delle note che già ci sono familiari di qua dell’Atlantico.

Perché occuparsi della transizione energetica; di installare per ogni dove le colonnine per la ricarica elettrica delle automobili; di ricostruire e manutenere meglio i ponti e le strade; persino di “dare una caccia senza tregua” agli evasori o elusori fiscali, è un ritornello familiare soprattutto qui da noi in Italia.

Biden si è poi concentrato sulle maggiori entrate invece di proporre minori spese: il bello è che negli USA non c’è neanche quel livello di protezione sociale e sanitaria che da noi qui in Italia -per fortuna- funge da corrispettivo alle nostre asfissianti vessazioni fiscali.

Ma loro stampano i Verdi dollari e non vanno mai in default.

La critica più forte il Presidente USA l’ha dedicata alle piattaforme social: che “stanno conducendo sui nostri figli degli esperimenti a scopo di lucro”.

L’inflazione sta falcidiando ogni spazio di ripresa (“dobbiamo abbassare i costi, non i salari”), anche produttiva; per ovviare a essa lui ha proposto di puntare maggiormente sui prodotti ed i mercati locali.

Il filo conduttore però è stata la guerra in Ucraina: che ha trascinato l’anziano Presidente in un qualche slancio vocale verso Putin (“go get him”), che è sembrato più un sogno da lettino dello psicanalista che una vaga… eventualità da cow boy texano.

Anche se, ha aggiunto subito dopo, “Putin ha fatto male i conti e non ha idea di quello che lo aspetta”, però ribadendo che NON vuole mandare in Ucraina i soldati americani.

A meno che… “il conflitto non si allarghi ad Ovest”.

La Russia isolata dal mondo lo soddisfa: ma ciò sarebbe stato fattibile ancor prima, nel 2014 per la precisione.

 

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