SIAMO CON I LAVORATORI
( sempre, non solo il 1° maggio )

Se la promozione del lavoro deve essere, come è, compito primario del Governo, è logico che ai problemi connessi il Presidente del Consiglio dedichi la massima attenzione.

E’ ansiosamente attesa una condizione di sicurezza sociale che renda tranquillo il lavoratore di fronte ad ogni sfortunata evenienza ed al suo domani.

Questo è compito della collettività nazionale la quale poi, nell’incessante evoluzione tecnica e scientifica, è chiamata a fornire strumenti tali da alleviare una fatica talvolta insostenibile ed a sviluppare le capacità tecniche atte a fare del lavoratore il motore intelligente delle macchine che consentono il progresso dell’economia e una vittoriosa capacità di concorrenza.

Ma vi è pure una richiesta che si rivolge ancora allo Stato e alla comunità, di vedere cioè riconosciuta la dignità, accresciuto il potere, arricchito il lavoratore nella giusta partecipazione a tutti i beni propri della società umana.

Beni economici che danno un benessere lungamente atteso, beni della cultura e dello spirito che attribuiscono rilievo alla personalità del lavoratore, potere, infine, in ordine ad una efficace e significativa partecipazione di tutti alla vita democratica del Paese.

Da ogni punto di vista, dunque, un’esigenza è sorta alla quale conviene dare un’adeguata risposta; un compito è indicato al quale la comunità non può sottrarsi, non già trascurando i dati della realtà economica, ma in presenza di essi applicando un impegno che richiede una grande tensione ideale e una approfondita iniziativa politica.

Questo processo, che ben può dirsi di liberazione, è in atto. Il suo corso è fatale. E’ il corso stesso della nostra storia, dello sviluppo coerente di una società democratica.

Anche i lavoratori hanno sovente un acuto senso di insoddisfazione, espressione di una condizione umana che, per quanto migliorata è pur legata a fattori di insicurezza del lavoro, di una assistenza, per forza di cose, meno accurata di quanto sarebbe desiderabile e giusto, di un meccanismo di lavoro complesso ed impegnativo, di attesa ansiosa di benessere, di cultura, di posizioni di prestigio della vita sociale.

Ebbene, queste cose sono vere, anche se non si conquistano in un giorno, anche se non conquistano neppure con una drammatica frattura.

Sono esigenze giuste, che devono essere soddisfatte mano a mano con l’impegno, l’azione rivendicativa, con il momentaneo sacrificio degli stessi lavoratori, ma anche con l’adempimento di un inderogabile dovere da parte di tutti coloro, ed in prima linea i detentori dei pubblici poteri, che possono fare qualche cosa perché essi s’innalzino e valgano in un mondo caratterizzato dalla civiltà del lavoro.

Come liberali e democratici siamo con loro e, seppure abbiamo un’idea chiara del tempo e del sacrificio che sono necessari, non abbiamo ambizione più grande che di assicurare, sempre più, il progresso del Paese, confermando il nostro impegno a combattere tutti coloro i quali pospongono la condizione dei lavoratori a ( proprie ) posizioni di privilegio e d’interesse.”.

Bari, 1 maggio 2022 – Il Partito Liberale Italiano di Bari “Giovanni Malagodi “.

90
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here