Avevo mille vite e ne ho presa una sola (2011; Iperborea; pp. 192; € 14,50) – L’inserto Tuttolibri della ‘Stampa’ ci parla del romanzo scritto da Cees Nooteboom, curato da Rüdiger Safranski (filosofo e scrittore tedesco), “mille vite a disposizione e una sola vissuta, mille vite descritte, raccontate, o piuttosto una sola riflessa nei frammenti di uno specchio rotto (…) Safranski ci offre la sua peculiare sottolineatura intorno a Nootebbom percorrendo prima i piccoli passi aforistici, estrapolazioni rapide da contesti più vasti, raccolti nel capitolo Lampi di genio, e sono forse i più impulsivi e sentimentali (…) Nelle domande senza risposta, nei dubbi e nelle amarezze di tante opere di Nooteboom un’idea peculiare di fede, o quanto meno la fedeltà a un’idea, non manca mai”.

Tex Willer. Il romanzo della mia vita (2011; Mondadori; pp. 223; € 17,00) – Il volume di Mauro Boselli viene descritto dal settimanale ‘Panorama’. Si tratterebbe di una “originale autobiografia di Tex Willer”. ‘Panorama’ considera “geniale l’idea di scrivere un’autobiografia di un personaggio di un fumetto: chissà se lo faranno anche per Dylan Dog o Diabolik?”, si chiede il settimanale. Nel libro, la storia delle origini di Tex, “l’incontro con il burbero Kit Carson, con il fiero navajo Tiger Jack e la nascita del figlio Kit dopo il matrimonio con Lilyth, figlia del capo Freccia Rossa”.

Anatra all’arancia meccanica. Racconti 2000-2010 (2011; Einaudi; pp. 419; € 14,50) – Si tratta di una raccolta di racconti scritta da Wu Ming (il collettivo di scrittori provenienti dalla sezione bolognese del Luther Blissett Project), racconti, come ci dice di nuovo Tuttolibri, “già usciti ma in luoghi marginali (…) Queste prove, minori di spazio e di spirito, sembrano stese con un’agile ‘mano sinistra’, in un’aria di libertà attraverso cui si manifesta una piacevole New Actuality (…) La perla della raccolta è American Parmigiano, dove il non dichiarato autore è quasi sul punto di infilarsi nella solita tentazione retrospettiva, in quanto vi si racconta di un giovane scienziato che deve inventare losche manovre statunitensi con cui si vuole dimostrare che il parmigiano era già prodotto negli Usa ai tempi di Franklin”.

Canzoni di sangue. Ricordi di una figlia (2011; Garzanti Libri; pp. 530; € 19,80) – Il sito booksblog.it analizza il volume di Fatima Bhutto, e lo definisce un “libro da leggere centellinandolo (…) sia per apprezzarne la prosa e la capacità di descrivere icasticamente”, grazie a immagini, “il vissuto della sua famiglia, sia perché è un libro denso, una sorta di manuale di storia narrato in prima persona (…) Per poter apprezzare pienamente la lettura di queste pagine, ci si deve lasciar guidare per mano dalla scrittrice (…) Perché è nel suo mondo, nei suoi ricordi di figlia, che entriamo”.

Il narratore. Considerazioni sull’opera di Nikolai Leskov (2011; Einaudi; pp. 106; € 9,00) – “L’accostamento delle due prose”, di Walter Benjamin e di Alessandro Baricco (curatore del saggio, N.d.R.), è fecondo, perché permette da un lato di conservare il gusto della scrittura originaria – ci dice la recensione della Gazzetta di Parma -, dall’altro fa in modo che il lettore riesca a contestualizzare un saggio che, per quanto assai significativo, per definire l’essenza del narratore e della narrazione – nonché il loro stato di salute ad un certo punto del Novecento – risulta ora necessariamente affetto da un’anagrafe non più fresca. Ma di cosa tratta il libro?” Di cosa tratta, veramente?” Va letto.

Un padre da film (2011; Einaudi; pp. 70; € 10,00) – Tuttolibri, inserto culturale del quotidiano ‘La Stampa’ di Torino, prende in esame l’ultimo libro del cileno

Antonio Skármeta, “autore di testi giustamente famosi, fra i quali Il postino di Neruda”, che “riconferma la sua vena limpida e seducente (…) Storia molto poetica, formata da pochi, ma essenziali elementi che riescono a ricreare non soltanto il clima di un paese nel Sud del Cile, ma una straordinaria e misteriosa vicenda umana. (…) Il libro di Skármeta – aggiunge Tuttolibri – è estremamente poetico, e a renderlo tale sono appunto i gesti scarni e le parole pudiche dei personaggi”.

Il codice Atlantide (2011; editore Nord; pp. 425; € 18,60) – Romanzo d’esordio di Charles Brokaw, recensito da booksblog.it, un “thriller con un ritmo velocissimo, al punto che sembra di cadere a precipizio nella storia; è soprattutto” una vicenda “di avventura ma intrisa di Storia, quella con la S maiuscola, ma il vero protagonista è il potere (…) Qual è il segreto del potere? Che cosa ha a che vedere Atlantide con il segreto del potere? Le risposte, ovviamente, sono in questo libro”.

Sono nato perché mia sorella voleva un gatto (2011; Prospettiva Editrice; pp. 113; € 12,00) – Storiedilibri.it parla dell’ultimo romanzo di Matteo Rossi. “Vi siete mai chiesti perché viaggiare in auto con la propria famiglia diventi stressante quanto il sabato mattina alla posta? Avete mai capito perché le donne sono sempre così ‘arrabbiate’ con noi uomini? E del perché gli uomini pensano solo al sesso-auto-sport? La famiglia è stravagante, divertente, ma allo stesso tempo è fonte dei nostri principali stress quotidiani (…) L’occhio del narratore si allarga, riprendendo i suoi coetanei, ragazze lunatiche, ragazze fashion, ragazze timide e completamente estroverse, in ogni senso. Una visione ironica del mondo ripresa dagli occhi di un ragazzo poco più che ventenne”.

Scrittori polemisti. Pasolini, Sciascia, Arbasino, Testori, Eco (2011; Bollati Boringhieri; pp. 338; € 18,50) – “Ancora un saggio sull’attività militante degli scrittori negli anni 70? Il tema non è nuovo, e al centro del volume di Bruno Pischedda – di cui parla Il Sole 24 Ore – ci sono sempre loro: Pasolini, Sciascia, Arbasino, Eco e Testori (l’unica sorpresa). Eppure, Scrittori polemisti è un libro diverso da tutti quelli pubblicati sin qui sull’argomento (…) Quali opzioni si offrono a uno scrittore che voglia prendere posizione senza cedere alla deriva apocalittica? E come evitare che il carisma letterario si trasformi in carisma profetico? La domanda, nell’Italia di Gomorra, suona tanto più urgente. Ma non è l’unico motivo per cui sarebbe difficile indicare un saggio dell’ultima stagione più necessario di questo”.

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