Molte famiglie reali al completo (Belgio, Svezia, Danimarca, Norvegia), si sono presentate al matrimonio tra Alberto II e Charlene Wittstock, nuotatrice sudafricana, quasi a voler simboleggiare una consacrazione di Alberto come Principe regnante, oltre ovviamente a schiere di personaggi famosi e reali provenienti da tutto il mondo, modelle e star. Alla cerimonia, svoltasi all’aperto nel cortile di palazzo Grimaldi, hanno partecipato, anche dall’esterno seguendo sui megaschermi, fans, turisti, curiosi e cittadini.

Nel principato è ormai assodato che il sangue blu non sia necessario per entrare in famiglia, lo testimoniano già le vicissitudini e i matrimoni plurimi delle sorelle di Alberto; a parte Carolina che si è unita, in terze nozze, con Ernesto di Hannover, l’ultimo matrimonio tra nobili risale al lontano 1920 quando Charlotte Grimaldi, mamma del principe Ranieri, sposò Pierre de Polignac, di famiglia nobile francese.

Molti si domandano se il matrimonio riuscirà a rinvigorire il principato e a stimolarne un’economia colpita dalla crisi e se Charlene riuscirà a riportare Monaco alla sua età dell’oro, ai tempi di Ranieri e Grace Kelly. Tutto ciò è da vedere, quello che è certo è che la stabilità della famiglia è cruciale non solo per il glamour, ma anche per le banche e il settore finanziario monegasco.

Alla coppia spettano ora due compiti: dare un erede al Principato ed evitare il drama che ha sempre caratterizzato la famiglia. La partenza non è delle migliori viste le voci sui tentativi di fuga di lei alla notizia dell’ennesimo test di DNA, dopo che Alberto ha già, in passato, riconosciuto due figli illegittimi, uno con una turista americana e uno con un hostess togolese.

Difficile che Charlene sia la nuova Grace Kelly, non solo per il mito che circonda quest’ulitma, ma soprattutto perché una volta diventata principessa ha contribuito con il suo carisma a dare una svolta in senso positivo al Principato. L’accostamento dunque, secondo gli esperti, non reggerebbe o quantomeno sarebbe molto difficile da sostenere.

Altro paragone che si spreca, dovuto alla tempistica delle due celebrazioni, è quello con Catherine neo duchessa di Cambridge. Anche in questo caso sarebbe improprio, non per le qualità di Kate, tutta da dimostrare, ma perché Charlene non ha frequentato scuole private e club, lei è figlia della working class sudafricana ben distante dalla cosiddetta alta borghesia inglese. Al di là delle etichette sociali che lasciano il tempo che trovano, bellezza e classe non le mancano sicuramente, le ha sfoggiate in un abito semplice e allo stesso tempo impeccabile, con velo e chignon, questa volta si, “alla” Grace Kelly.