Made in Italy protagonista. La storica 500 Fiat, le lampade-sculture di Artemide, le macchine da scrivere Olivetti, la spillatrice di birra Spinamatic, la sveglia Borletti, mobili, poltrone e prodotti per la casa, fino alla segnaletica delle stazioni della metropolitana milanese. In tutto circa trecento oggetti. Questo e tanto altro ancora si può ammirare nell’ambito della mostra – di richiamo internazionale – Unicità d’Italia, presente a Roma fino al prossimo 25 settembre presso il Palazzo delle Esposizioni e il Museo Macro Testaccio. Un’altra occasione, una delle tante in questo anno speciale, per celebrare al meglio il nostro sentimento di compattezza nazionale nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Al centro della scena l’eccellenza produttiva del nostro Paese – osservata da un punto di vista nuovo e se vogliamo atipico – degli ultimi cinquant’anni (dal 1961 ai giorni nostri). Insomma, un tragitto chiarificatore, arricchito da video e testimonianze che inquadrano vari momenti storici e rendono più nitido il concetto che, quando l’Italia ci si mette, non deve imparare nulla da nessuno.

Le due differenti collocazioni, dividono l’esposizione, senza comprometterne l’omogeneità. Mostre autonome ma complementari. Al Palazzo delle Esposizioni verrà illustrata, attraverso sei percorsi tematici (il progetto del lavoro; dalla ricerca al quotidiano; nuovi italiani nuove cose; tempo libero; il rigore del poco; la liberazione dei linguaggi) l’evoluzione del saper fare italiano, mettendo in evidenza come la classe ideativa e fertile italiana, abbia trasformato, in cinquant’anni, stili di vita e comportamenti sociali e di consumo e rafforzato il sentimento di identificazione nazionale in momenti storici a volte assai difficili. Il percorso tracciato all’interno dell’edificio neoclassico di via Nazionale, è marcato dalla collezione Storica del Compasso d’Oro Adi (l’associazione del design italiano), che dal 1954 premia l’eccellenza della progettualità nostrana. Non c’è al mondo collezione di disegno industriale altrettanto estesa, che metta insieme semplici oggetti d’uso domestico con complessi macchinari automatizzati, strumenti di misura, giocattoli, autovetture e tessuti decorativi, sistemi costruttivi ed editoria, ricerche teoriche e elaborazione grafica, solo per citare alcuni fra gli àmbiti che sono stati presi in esame dalle giurie del Premio Compasso d’Oro. E ancora, testimonianze video, documentari d’archivio e immagini di cronaca, spot pubblicitari e frammenti di film, per evocare momenti e avvenimenti dal boom economico al XXI secolo. In modo parallelo, sono state immaginate dodici ‘microstorie’, due per ciascun ambito tematico, ognuna cadenzata in sei tappe: un insieme di settantadue episodi creati attorno ad alcuni prodotti premiati. Architetture, arti visive, ricerca, tecnologia e costume.

Al Macro-Testaccio La Pelanda si guarda alla contemporaneità e si apre il dibattito sul futuro: quali sono le sfide che il made in Italy deve oggi – e sempre più dovrà domani – combattere per poter conservare la propria ‘unicità’? Quale strada deve seguire il sistema produttivo nazionale per rimanere concorrenziale nell’economia globalizzata? In mostra vi saranno i circa quattrocento nuovi prodotti creati nell’ultimo triennio dall’Osservatorio Permanente del Design dell’Adi. Si alterneranno eventi di varia natura – convegni, seminari, lezioni sul progetto, spettacoli e cinema – volti a coinvolgere i visitatori sui temi fondanti della mostra stessa.

L’evento fa parte del programma ufficiale della Presidenza del consiglio dei ministri per le celebrazioni dei centocinquanta anni dell’Unità d’Italia. E’ sostenuto dal ministero dello Sviluppo economico e realizzato dalla Fondazione Valore Italia in collaborazione con Adi e Fondazione Adi.

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