Oggi la Camera dei Comuni inglese voterà a favore della mozione parlamentare, presentata del capo dell’opposizione Ed Milliband, contraria all’acquisizione da parte di Rupert Murdoch dell’emittente televisiva BskyB. Il tycoon si vedrà di conseguenza costretto a ritirare la sua offerta e a ridimensionare i suoi piani industriali e finanziari. Dopo aver chiuso il settimanale News of the world la scorsa domenica, uno dei più venduti nel Regno Unito, la prossima settimana il magnate australiano con cittadinanza americana comparirà davanti ad una commissione parlamentare costituita ad hoc dopo gli scandali nati dal suo giornale.

Maggioranza ed opposizione appariranno uniti di fronte al paese per annunciare maggiori controlli e nuove norme di comportamento all’interno del mondo giornalistico. Lo scandalo delle intercettazioni illegali messe in atto dal News of the world con l’aiuto di detective privati e le presunte corruzioni di ufficiali di polizia per ottenere informazioni segrete, non ha travolto infatti soltanto il mondo dei media ma sono entrate anche nella sfera politica.

Il primo ministro inglese David Cameron si è trovato sotto enormi pressioni, alimentate giustamente dall’opposizione, dopo l’arresto del suo ex responsabile per la comunicazione Andy Coulson, precedentemente dipendente del giornale, ora chiuso, di Murdoch e accusato di essere una delle “menti” dietro le intercettazioni illegali e la corruzione.  Per ora la situazione politica si è risolta con un allineamento da parte di Conservatori, Labursti e Lib-dem sulla stessa lunghezza d’onda.

Tuttavia la situazione per Cameron non è delle migliori, egli è infatti accusato – il teorema sarebbe provato da un intreccio di informazioni – di aver assunto Coulson pur essendo stato avvisato di un suo possibile passato non tanto chiaro proprio nell’azienda di Murdoch. Ed Milliband, a riguardo, esige le scuse del Primo ministro, il quale deve anche ammettere di aver commesso un terribile errore di valutazione chiamando nella sua squadra di governo qualcuno con quel “curriculum”, altrimenti “ne rimarrà macchiato in modo permanente”.

Presunti atti corruttivi, intercettazioni illegali di privati per ottenere scoop giornalistici, hanno messo in crisi un impero e quasi causato una crisi politica, ma si sa in Inghilterra i tabloid sono diversi da tutto il resto del mondo e hanno un potere di influenza politica enorme. Dalla Thatcher fino a David Cameron, passando per Tony Blair e Gordon Brown, chiunque avesse ottenuto il benestare del magnate australiano sarebbe partito molto avanti per la corsa al numero 10 di Downing street.

Rupert Murdoch ha orchestrato dietro i suoi tabloid la politica per trent’anni e ora si trova in seria difficoltà insieme al sistema dei media che ha contribuito in gran parte a creare e che secondo molti ha portato addirittura la società inglese ad abbracciare “rotten values” (valori marci).

Come dice Alaistar Campbell, ex responsabile della comunicazioni di Tony Blair ed ex giornalista, dalle colonne del Financial Times, oggi vi è la possibilità di riformare un sistema che sta andando nella peggiore delle direzioni. Gli inglesi hanno una possibilità che capita una volta per generazione, quella di dare un nuovo assetto ai media e al loro rapporto con il pubblico.