La stampa estera si è tutta concentrata sulla nostra manovra economica. Il Decreto è stato approvato dal Senato e la Camera ha dato il suo via libera. Ma quello che il Presidente Napolitano ha chiamato “miracolo” è stato frutto del monito lanciato da Angela Merkel, non dalla responsabilità dei nostri politici. In quale paese  che ha politici “responsabili”, come ha tenuto a dire il PdL, si deve arrivare a toccare il fondo per capire che è necessario cambiare qualcosa? E’ scoraggiante avere un governo incapace di interpretare la dura legge dei mercati finanziari e, soprattutto, una classe politica che va avanti in ordine sparso, senza un piano, costretta a subire i “rimbrotti” dei paesi più forti. Tutti i maggiori quotidiani esteri dal “Financial Trbune” al “The Wall Street Journal”, da “Le Monde” al “Washington Post” fino all’ “Oman Observer” hanno analizzato, criticato o semplicemente riportato i fatti, lasciando trasparire un grande punto interrogativo tra le righe. La manovra finanziaria non convince, non convince perché ancora troppo sbilanciata, il grosso della “spremitura” avverrà dopo le elezioni e ci sono troppe entrate rispetto ai tagli. Questioni importantissime come le privatizzazioni, la giustizia civile, i costi burocratici per le imprese vengono annunciati con troppa fretta, quando avrebbero dovuto essere la base della manovra, e questo si “sente”, si percepisce talmente bene che il “Financial Times” di ha attaccato il governo sostenendo che l’unico modo per ridare credibilità alla nostra economia e al nostro paese  è annunciare riforme serie, che portino ad una crescita stabile, vera e non ad un aumento di tasse in un paese dove la pressione fiscale è già alta. Oggi le redini sono in mano a Napolitano e a Draghi, Berlusconi latita (forse ha finalmente capito che la sua immagine oggi viene più associata ai processi che deve affrontare piuttosto che alla sua devozione per il paese che guida). Capire che l’approvazione della manovra non ci porta all’uscita del tunnel è facile, meno facile è riguadagnare la fiducia non solo dei mercati, ma soprattutto dei cittadini, sempre più lontani dalla politica.

Editoriale del “Financial Times”, “Preserving Italy’s Fiscal Credibility”, 15 Luglio 2011. “Non basta la manovra di austerità del ministro Tremonti per salvare l’Italia dalla crisi… La manovra è lontana dalla perfezione anche perché una grande fetta è destinata ad essere attuata nella prossima legislatura… Deve essere approvata il prima possibile. Ma poi, per convincere i mercati che è credibile, l’Italia ha bisogno di qualcosa di più della austerità. Roma deve mandare un chiaro messaggio di intenti, ciò in un mondo ideale vorrebbe dire la rimozione del premier Silvio Berlusconi e la nascita di un governo fatto per gran parte di tecnici… Tuttavia, visto che l’uscita di scena di Berlusconi appare una possibilità assai remota, i leader politici italiani devono trovare altri modi per dimostrare la loro determinazione, l’approccio migliore sarebbe quello di accompagnare la manovra di Tremonti con un programma di riforme strutturali radicali, volte ad incrementare il tasso di crescita a lungo termine del paese…”

Alessandra Galloni, Christopher Emden, “Italy Urges Unity on Debt Crisis”, “The Wall Street Journal”, 15 Luglio 2011. “… Nell’UE emergono localismi ed egoismi di fronte alla crisi greca… il dibattito sul coinvolgimento dei private nel salvataggio delle economie in crisi è in controtendenza rispetto all’unità di intenti che aveva caratterizzato i paesi  UE nel maggio 2010 quando si accettò di varare la prima parte di aiuti alla Grecia… Dopo lo spirito di Maggio è arrivato l’autunno di Deauville e quel la stagione non è finita… Il fondamento storico dell’UE è sempre stato la convergenza. Ora emergono le frammentazioni, l’egoismo e i localismi… Gli Eurobond sono uno strumento di debito sostenuto da tutti i paesi della zona Euro; gli Eurobond dovrebbero lentamente sostituire ampie fette di debito pubblico nazionale… Io sono per gli Eurobond (già seccamente rifiutati dalla Germania, n.d.r), gli Eurobond sono nello spirito di Maggio… I paesi della zona Euro appianeranno le loro divergenze quando tutti si renderanno conto che la crisi, che colpisce già il 40% della zona Euro, è un problema comune… Per quanto riguarda la manovra finanziaria è stato fatto tutto quello che si doveva fare… Mai in Italia una manovra finanziaria è stata approvata in così poco tempo…”

AFP per “Le Figaro”, “L’Italie adopte son plan d’austerité”, 15 Maggio 2011. “La Camera deve dare venerdì il suo via libera definitivo ad un “Piano di Austerità” rinforzato, che dovrebbe mettere il paese al riparo della crisi del debito e dall’attacco dei mercati che aspettano i risultati sui test di resistenza applicati a 91 banche europee…  L’Italia è da una settimana sotto il tiro incrociato dei mercati e si è vista “costretta” ad accelerare l’adozione di questa manovra perché una propagazione della crisi del debito nel paese potrebbe mettere in ginocchio tutta la zona Euro della quale la Penisola è la terza economia. La manovra ha però sollevato un’ondata di proteste all’interno del paese. “Questo piano è l’ennesima porcheria” ha dichiarato al Corriere della Sera Antonio Martino, ex ministro della Difesa di Berlusconi… Emma Marcegaglia, ha denunciato “delle misure che vedono sostanzialmente solo un’aumento delle tasse” criticando “l’assenza di misure che riducano i costi della politica”… Un centinaio di manifestanti hanno passato la mattinata a spremere limoni davanti a Montecitorio, allusione alla sorte che sarebbe toccata, grazie alla manovra, alle fasce più deboli…”

AFP per “Oman Daily Observer”, “Italy acts on budget cuts amid debt confusion”, 15 Luglio 2011. “L’Italia è sul punto di passare attraverso un radicali tagli di bilancio per evitare alla sua economia, la terza in Europa, di essere trascinata nella sempre più profonda crisi del debito…”

Christopher Emden, Giada Zampano, “Italian Senate Passes Austeruty Plan”, “The Wall Street Journal”, 14 Luglio 2011. “ Giovedì il Senato ha approvato il piano del governo per il risanamento del bilancio, distribuito su 4 anni, piano che il ministro delle finanze definisce andare perfettamente incontro all’adempimento degli oneri fiscali del paese nei confronti dell’UE… Ha enfatizzato il fatto che non fossero solo misure che prevedevano tagli alla spesa pubblica o nuove tasse, ma anche programmi che avrebbero dato una spinta alla crescita economica dell’Italia come gli incentivi per la ricerca e lo sviluppo e per la nascita di nuove imprese…”

P. Ridet, “La rigueur votée au Sénat”, “Le Monde”, 14 Luglio 2011. “La stampa italiana gli ha già trovato un nome: “la manovra lampo”. In 48 ore, i senatori hanno approvato un “Piano di Austerità” da 47 miliardi di euro per arrivare a riequilibrare il bilancio nel 2014… Associata ad una riforma fiscale, che dovrebbe essere discussa nelle prossime settimane, i risparmi prodotti potrebbero fruttare fino a 60 miliardi di Euro… Ma il grosso della manovra è concentrato nel 2013-2014 e cioè alla fine di questa legislatura prevista per la primavera del 2013. Questo calendario, molto criticato, ubbidisce ad una scelta politica. Permetterà all’attuale maggioranza di avere qualche chance in più davanti agli elettori, presentandosi quando gli effetti della manovra non si saranno ancora fatti sentire. In caso di fallimento, sarà il governo di centro-sinistra ad assumersi la responsabilità della sua messa in atto effettiva…”

A. Faiola, H. Schneider, “ Debt crisis threatens Italy, one of euro zone’s biggest economies”, “The Washington Post”, 12 Luglio 2011. “La crescente crisi del debito che coinvolge l’Europa è sul punto di fagocitare a breve la sua più grande vittima: l’Italia, la settima economia mondiale, la cui vastità potrebbe ostacolare qualsiasi tentativo salvataggio internazionale. L’Italia è indebitata da anni e i suoi guai hanno portato il panico tra gli investitori che in questi giorni hanno assistito alle lotte politiche interne per i tagli al bilancio… In questi giorni, il primo ministro è stato cospicuamente assente dalla televisione, il mezzo attraverso ama più comunicare, quasi ad indicare che, visto che la sua era sta finendo, potrebbe essere visto come elemento negativo per la credibilità internazionale dell’Italia…”

AFP per “Le Figaro”, “Dettes: Merkel fait pression sur Rome”, 11 Luglio 2011. “La cancelliera tedesca Angela Merkel, questo Lunedì si è intrattenuta al telefono con il capo del governo italiano Silvio Berlusconi per chiedere che il “Piano di Austerità” venisse rapidamente approvato dal Parlamento. “L’Italia deve mandare un segnale forte e questo segnale è l’adozione di un bilancio che risponda a determinate esigenze economiche e di consolidamento. Ho parlato di questo ieri al telefono con il presidente del consiglio”, ha affermato durante una conferenza stampa che ha tenuto mentre il debito italiano veniva attaccato sui mercati…”

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