Le recenti e positive valutazioni del Fondo Monetario Internazionale sulla salute del sistema bancario italiano si sono dimostrate realistiche nel corso dello stress-test europeo pubblicato venerdì scorso, finalizzato a giudicarne la solidità in situazioni di crisi, concluso con la promozione di tutte le cinque maggiori banche nostrane in esame.

Questo successo non è però riuscito ad impedire una settimana nera per Piazza Affari, che ha sofferto di continue perdite nel valore dei titoli bancari, che a loro volta hanno depresso tutto il mercato, portandolo sotto la soglia “psicologica” dei 18 mila punti nella prima seduta dopo l’entrata in vigore della manovra, e ciò ha ulteriormente aumentato il differenziale tra i titoli di Stato italiani e tedeschi, arrivato al picco di 3,37%, il massimo dal 1997.

Sorprende che la perdita sia avvenuta anche per le stesse banche che hanno ricevuto la promozione allo stress-test come Banca Intesa, che pur essendo quella col risultato migliore è scesa di circa il 5%.

Le cose non sono invece andate cosi male sul mercato spagnolo, che ha perso poco più dell’1%, nonostante la bocciatura di cinque banche allo stress-test e la comunicazione di un’ulteriore diminuzione dei prezzi (1,6%) nel mercato immobiliare.

Quest’incoerenza si spiega sia con la scarsa fiducia degli operatori internazionali nella manovra varata dal Governo, troppo sbilanciata verso la riduzione immediata della spesa piuttosto che verso una sua riallocazione produttiva che possa far intravedere, al di là del debito, una ripresa.

Gli occhi sono puntati al debito sovrano italiano ed ovviamente su questo l’esposizione delle banche italiane è alta.

In questo contesto, non aiuta di certo la situazione ancora poco chiara della Grecia, dalla cui crisi nella primavera del 2010 è partito l’aumento dello spread su Cds bancari italiani (strumenti derivati che in pratica scommettono sul default di aziende o nazioni), a segnalare che da subito c’era chi scommetteva che l’Italia sarebbe andata in frantumi.

Tuttavia in molti ancora credono che un’economia imponente (paragonata alle altre in difficoltà) come quella italiana possa realmente affondare, perchè significherebbe il tracollo dell’Europa stessa. Prova ne siano la decisione di Pimco,  il più grande e pluripremiato fondo obbligazionario del mondo, di investire nei titoli italiani perchè li ritiene troppo sottovalutati al momento, e la ripresa generale di Piazza Affari di martedì, che sembra dar loro ragione.

Ma guardando oltre gli andamenti altalenanti dei mercati finanziari si coglie un messaggio di fondo: se la manovra e la situazione politica non convincono, se nemmeno le valutazioni positive degli organi sovranazionali riescono a frenare le speculazioni, la soluzione che rimane è mettere da parte le richieste nazionali ed affrontare la crisi del debito a livello europeo, una volta per tutte.

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