Un regalo da Tiffany (2011; Newton Compton; pp. 401; € 9,90) – “Non deve sorprendere” nel romanzo di Melissa Hill (traduttore M. Faccia), di cui ci parla la sezione Cultura del sito ‘Tiscali’, “se ancora oggi quel mito sia costantemente presente nella società americana e ogni ragazza sogni, almeno una volta nella vita, di ricevere in dono un gioiello (appunto, (N.d.R.) da Tiffany”. Questo il centro della trama del libro. Sempre secondo ‘Tiscali’ la “regina delle trame dagli esiti imprevisti”, come è stata definita la scrittrice irlandese, “sa quali corde toccare per conquistare il pubblico femminile con temi leggeri. Non sorprende quindi che, dopo il successo internazionale testimoniato dalla traduzione in diciotto lingue, anche in Italia abbia ottenuto immediatamente un successo insperato che ha proiettato il libro tra i primi tre della classifica generale”.

L’ultimo inverno (2011; Neri Pozza; pp. 185; € 15,50) – Romanzo d’esordio di Paul Harding (traduttore L. Briasco), ex batterista rock statunitense. Nella sua recensione, Tuttolibri della ‘Stampa’ ci parla della storia e dice che “durante la sua serena agonia, sommessamente circondato da discendenti e amici che cercano di alleviarla, il vecchio George ripercorre fasi della sua esistenza e ricostruisce, in un calmo tentativo di capirla la figura del proprio padre eclissatosi quando George era ancora ragazzo. L’eccellente traduzione italiana di questo libro originale e avvincente – scrive ancora Tuttolibri – riproduce in modo egregio i linguaggi tecnici che con americano miscuglio di concretezza e di poesia spesso vi affiorano – l’orologeria, la botanica, l’arte di costruire piccolissimi oggetti”.

Il libro segreto di Dante. Il codice nascosto della  Divina Commedia (2011; Newton Compton; pp. 277; € 9,90) – Del romanzo di Francesco Fioretti ci parla ‘House of Books’, ponendosi una domanda: “Dante è davvero stato ucciso dalla malaria, come tutti a Ravenna credono? Oppure qualcuno aveva dei motivi per desiderare la sua morte e la scomparsa di un segreto insieme a lui? Tormentati da questo dubbio, la figlia del poeta, suor Beatrice, un ex templare di nome Bernard e un medico, Giovanni da Lucca, iniziano una doppia indagine per fare chiarezza su quanto è accaduto”. Il recensore afferma che il vero “punto di forza” del libro “è la straordinaria conoscenza dell’autore dell’opera dantesca.  Attraverso codici numerici e complessi enigmi, egli offre una particolare interpretazione della Commedia e della sua  influenza nella vita e nella morte di Dante, portando il lettore ad appassionarsi e quindi ad avvicinarsi a essa e alla sua simbologia”.

Non incoraggiate il romanzo. Sulla narrativa italiana (2011; Marsilio; pp. 286; € 21,00) – “Come non accogliere l’invito alla perplessità di Alfonso Berardinelli”, autore di questo saggio, si chiede ‘Il Sole 24 Ore’. “In fondo ogni narrazione, materia e corpo del romanzo, nella sua composizione embrionale è sempre necessariamente compulsiva e stupida. Non esiste una narrazione intelligente”. La recensione afferma che la “critica, più che la narrazione, è la linfa vitale del romanzo. Nella nozione stessa di mimesi si mescola originariamente lo spirito della discordia”.

Il carnefice (2011; Newton Compton; pp. 281; € 9,90) – Esce il primo romanzo di Francesca Bertuzzi, un libro-thriller ambientato in Italia, a San Buono, un piccolo e apparentemente tranquillo paesino di provincia. Il sito ‘Libri Blog’ riassume la trama dicendo che da “anni ormai Danny vive nella sua casa di pietra piena di ricordi dolorosi insieme al suo fedele Huanito, il suo cane. L’unico amico sul quale ha sempre potuto contare è Drug Machine: si conoscono da quando erano bambini e si sono sempre aiutati a vicenda”. Pare, insomma, si tratti di “un thriller che cattura l’attenzione sin dalle prime pagine. Ha una trama ben articolata ed è caratterizzato da uno stile narrativo fluido e ricco di tensione e colpi di scena”.

Storia del libro. Dall’antichità al XX secolo (2004; editore Dedalo; pp. 563; € 30,00) – Il ‘Corriere della Sera’ riesuma un saggio di qualche hanno fa, scritto da Frédéric Barbier (traduttore R. Tomadin, postfazione di Mario Infelise). Il libro parte “dall’antichità e giunge fino al XX secolo” per arrivare poi “alla ‘Produzione libraria’ vera e propria, a partire dall’Ancien Régime, e sfociare quindi alla seconda  rivoluzione dovuta all”Invenzione della comunicazione di massa’ e arrivare di sfuggita al libro elettronico”. Barbier  “sa tracciare un profilo convincente, lungo le linee della civiltà, di questo oggetto prima pressoché clandestino, poi forse sfuggito di mano agli editori. Una parte è dedicata  alle illustrazioni, che compaiono già dagli incunaboli.

Red (2011; Corbaccio; pp. 329; € 16,60) – “Red, di Kerstin Gier, prolifica autrice tedesca, affermata in Germania come scrittrice per adulti e per ragazzi” scrive il sito ‘Books Blog’, “è il primo volume della Edelstein Trilogie (Trilogia delle Gemme), un’originale serie YA a cavallo tra urban fantasy e romanzo storico, con una buona dose di avventura e un tocco di romance e di fantascienza.

Aurora boreale (2008; Bompiani; pp. 277; € 16,50) – La ‘Repubblica’ recensisce il romanzo di Drago Jancar (traduttori D. Betocchi e E. Lenaz). “E’ il 1938, a Maribor, paesino della Slovenia. Un uomo ha un appuntamento con il socio che non arriva mai. Ha scelto quel paese perché lì ha vissuto da bambino, anche se poco ricorda. Ha scelto una claustrofobica stanza d’albergo e un’eterogenea compagnia con cui passare, senza voglia e senza interesse, le sue stanche giornate”. Serate “di un occultismo stanco e di maniera, sogni che attirano la realtà del giorno seguente e, sullo sfondo, l’appuntamento di sangue che l’Europa ha con se stessa sotto un cielo colorato dall’aurora”.

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