Parigi – Opacità, trasparenze, spazi indefiniti, piani moltiplicati, evanescenze, figure sfuggenti. Marc Desgrandchamps, uno dei maggiori artisti della scena contemporanea francese, ritorna in pompa magna nella città dove ha frequentato, tra il 1978 e il 1981, l’École nationale supérieure des beaux-arts. Dopo l’importante rassegna dedicatagli al Centre Georges Pompidou nel 2006, sarà infatti, fino al 4 settembre, protagonista al Musée d’Art Moderne.

Quaranta dipinti di grandi dimensioni accompagnati da un’importante selezione di opere su carta, quali gouaches, disegni, collage, e acquerelli rappresenteranno l’opera dell’artista francese coprendo l’arco temporale che va dal 1987 fino ai nostri giorni, già presentato in numerose occasioni pubbliche e private, in Europa come anche negli Stati Uniti.

Sfocature e sovraimpressioni sono il leitmotiv delle sue invenzioni artistiche, composizioni dalla struttura formalmente architettonica, che tuttavia presentano un’evidente e volontaria frammentarietà, rispecchiante un’atmosfera di improbabile e spesso impalpabile materialità. La giustapposizione delle figure, mai definitivamente schizofrenica, esprime però chiaramente l’idea di fondo dell’artista, ovvero quella di mostrarci una realtà in cui le persone sembrano non riuscire più a comunicarsi, calate in un’atmosfera sospesa di ansia e costante indecisione, angoscia e mancanza di valori ai quali ispirarsi. Il dubbio e la solitudine invadono e oltrepassano i confini delle opere di Desgrandchamps, tra i colori fluidamente liquidi e i contorni insicuri e sfumati dei suoi motivi riccorrenti, i bagnanti pensosi, gli ombrelloni spalancati, gli asciugamani svolazzanti e gli sdrai solitari, sullo sfondo di una spiaggia, di un mare e di un cielo appena riconoscibili.

Figurativo alla Malevitch e alla Beckmann nei suoi primi esperimenti artistici, rappresentanti quasi esclusivamente figure in crisi e isolate, Marc Desgrandchamps si è, nel corso degli anni, evoluto verso un’originalità più complessa, caricata di clins d’œil alla settima arte, ma stabile nel catturare enigmaticamente estemporanee scene di vita.

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