Suite francese (2011; Adelphi; pp. 415; € 14,00) – “Nei mesi che precedettero il suo arresto e la deportazione ad Auschwitz, Irène Némirovsky compose febbrilmente i primi due romanzi di una grande ‘sinfonia in cinque movimenti’ che doveva narrare, quasi in presa diretta, il destino di una nazione, la Francia, sotto l’occupazione nazista”. E’ quanto si legge nella recensione di ‘Tuttolibri’ (La Stampa) a proposito di questo romanzo che “intesse una trama intorno a personaggi fittizi ma che, si sarebbe detto un tempo, raccontano la sua vita. Romanzo autobiografico, insomma. Venendo al merito, il particolare interesse della vicenda sta nello svisceramento a fondo del tema dell’odio per la madre, meccanismo edipico di chiara matrice adolescenziale, che assume qui valore paradigmatico”.

Neogiornalismo. Tra crisi e rete, come cambia il sistema dell’informazione (2011; Mondadori Università; pp. 250; € 19,00) – Il saggio curato da Mario Morcellini parla dell’eterna “emergenza, che caratterizza la professione giornalistica in termini di mission – come ci dice ‘Blogspot’  – e soprattutto di reputazione, e costringe a dichiarare lo stato di crisi”. Secondo la recensione “l’informazione ha perso credibilità ma soprattutto declina vistosamente, in quanto agenzia di mediazione, ed è difficile non annotare che ciò avviene a fronte di un mix sempre più sciatto tra giornalismo e spazi dell’intrattenimento e del talk show, senza aver mai davvero valutato l’interazione tra giornalismo e linguaggio televisivo”.

Sui libri malvagi (2011; editore Liberilibri; pp. 172; € 16,00) – Nel volume curato da Aldo Canovari, i libri “non sono sempre necessariamente buoni, come non lo sono sempre i loro autori. Ogni vero libro, a cominciare da certe favole dell’infanzia, è rischio ed è nel rischio ovvero nella libertà che si realizzano il senso e la dignità della persona”. Lo scrive il ‘Corriere della Sera’. Canovari “si premura di precisare che la censura dei libri non è privilegio del califfo Omar distruttore della biblioteca di Alessandria né della Chiesa cattolica, dalla quale anzi, occorre aggiungere, da tempo provengono pure altissime voci in difesa della libertà e dignità di tutti gli uomini e delle loro idee”.

L’idiota in politica. Antropologia della Lega Nord (2011; Feltrinelli; pp. 266; € 16,00) – Del saggio scritto da Lynda Dematteo, parla il sito ‘libonblog.wordpress.com’. “Il tema è la rinascita – forse il risveglio – delle pratiche comunicative populiste nello scenario della politica italiana. Forse sarebbe meglio dire, l’utilizzo di un linguaggio generico, sbrigativo e aggressivo da parte di alcuni tra i principali partiti politici del Parlamento italiano”. Questo linguaggio “poggia su miti costruiti con attenzione: la Padania, Roma ladrona, i comuni virtuosi del nord Italia”. Il successo del leader leghista, Umberto Bossi, “rievoca le maschere che di volta in volta indossa” e “diventano la chiave del suo successo”. La Lega Nord “non si limita a rappresentare le maschere più profonde dell’immaginario collettivo attraverso l’invenzione di un linguaggio ‘tutto suo’, ma ha campo libero per fare politica nel senso più classico del termine, cioè creando miti”.

Aspettando la paura (2011; editore Lunargento; pp. 232; € 18,00) – Del libro scritto da Oguz Atay (curato da Giampiero Bellingeri), parla ‘Books Blog’: “Come nasce la paura? Cos’è che la scatena? Se lo chiede” appunto “Oguz Atay (1934 – 1977, considerato il pioniere del romanzo moderno in Turchia)”. L’autore “si avventura tra le paure dell’uomo attraverso dei racconti che narrano di un incontro (inteso in senso lato) con l’alterità: è da questo incontro/scontro con l’altro (sia esso un essere umano, sia qualche fantasma del passato, come anche situazioni storiche e storie personali) che scaturisce la paura”.

Avvocato di difesa (2010; Piemme; pp. 427; € 11,50) – La ‘Repubblica’ recensisce il bestseller di Michael Connelly

(traduttori S. Tettamanti e P. Traverso), un ‘diavolo’ che “sa scrivere anche i legal thriller. Che fosse bravo a muoversi tra sbirri e delitti non serve dirlo tanto è scontato. Ma che conoscesse entrambe le facce di Law and Order è una bellissima sorpresa. Per gli appassionati del processo all’americana – dice ancora il quotidiano romano – sarà uno sballo. Il protagonista è un avvocato che lavora sulla sua Lincoln (esempio tra i più riusciti di product placement nell’editoria). Gli capita un caso che secondo noi comuni mortali è quello che un avvocato sogna: un innocente. Accusato di aver ferito e quasi ucciso una donna nell’appartamento di lei. Invece si scopre presto che difendere un innocente non è così semplice”.

Guasto è il mondo (2011; Laterza; pp. 176; € 16,00) – Il mondo, “in questo momento di crisi politica ed economica – scrive la redazione cultura del ‘Fatto Quotidiano’ – sembra decisamente malridotto”, quindi “si può reagire in due modi: crogiolandosi nel pessimismo o cercando un’idea da cui ripartire, un concetto a cui appendersi per non affondare. Lo storico americano Tony Judt, già paralizzato dalla sclerosi che lo avrebbe ucciso in pochi mesi, ha scelto la seconda opzione. Eppure “Judt ha dedicato le sue ultime energie (fisiche, non certo intellettuali) proprio per scrivere questo libro, dedicato ai suoi figli, in cui si sostiene l’opposto: mai arrendersi ai soprusi del potere senza affrontarlo direttamente, anche se l’impegno nelle associazioni o nel volontariato appaga il bisogno di partecipazione, la rinuncia alla politica attiva è troppo pericolosa.”

Gli ultimi giorni di Marco Pantani (2011; BUR – Biblioteca universale Rizzoli; pp. 304; € 8,90) – “Un omaggio a un grande ciclista italiano, scritto da Philippe Brunel (traduttore Giovanni Zucca). “Il 14 febbraio 2004 – dice la trama del volume -, Marco Pantani viene ritrovato morto nel residence ‘Le Rose’ di Rimini. E’ il drammatico epilogo di una lunga tragedia, cominciata il 5 giugno 1999 a Madonna di Campiglio, quando il Pirata era stato cacciato dal Giro d’Italia a seguito di un esame del sangue che aveva rilevato un livello di ematocrito al di sopra del consentito. Il giornalista francese Brunel, “che conosceva bene Pantani, cerca di fare chiarezza sulle circostanze di una morte per troppi versi oscura”.

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