Il turco. La vita e l’epoca del famoso automa giocatore di scacchi del Diciottesimo secolo (2011; editore Nutrimenti; pp. 306, illustrato; € 19,50) – “L’uomo contro la macchina. La macchina che sfida l’uomo. Due affermazioni, queste, che potrebbero essere la sintesi dell’interessante libro di Tom Standage” (traduttore D. Di Marco), secondo la recensione di ‘Books Blog’. L’autore (editor dell”Economist’) “racconta la storia del celeberrimo automa scacchista che ha visto la luce nel 1770 per mano dell’ungherese Wolfgang von Kempelen. Ne Il turco “attraverso le pedine che si muovono sulla scacchiera, viene quasi delineata la fatica – e la bellezza – del cammino dell’umanità nell’andare sempre avanti, nello sfidare le macchine, da un lato, e nel lasciarsi aiutare da esse nella vita quotidiana”.

Chie-chan e io (2010; Feltrinelli; pp. 142; € 6,50) – Un romanzo breve della scrittrice Banana Yoshimoto, “dal ritmo lesto ed intenso”, scrive ‘Solo libri’. “Siamo in un mondo lieve, ma che non esclude emozioni e sensazioni forti che possono scaturire anche in una semplice vita familiare”. Le donne sono protagoniste dei racconti” e le donne dell’autrice “sono di tutti i tipi”.

Guida per gentiluomini all’arte di vivere con eleganza (2011; editore Nutrimenti; pp. 272; € 17,00) – “«Sia lode agli uomini di insuccesso»”. Il quotidiano torinese ‘La Stampa’ dice che “con questa massima si potrebbe riassumere l’intero libro di Michael Dahlie” vincitore del PEN/Hemingway per il miglior esordio. “Capiamo, col farsi della storia, che il protagonista “non tiene molto praticamente a nulla, men che meno all’impresa di import-export ereditata da nonno e padre e che ha mandato in malora. Non si dispera per la fuga della moglie, «che lei lo tradisse senza pietà era noto a tutti». Non è dispiaciuto di non sapersi integrare nel ranch del figlio Patrick e della sua amorevole famiglia in Colorado”.

L’ esordiente (2011; Dalai Editore; pp. 317; € 18,00) – ‘Tuttolibri’ della ‘Stampa’ recensisce il romanzo di Raul Montanari. “È un’esperienza singolare farsi trascinare nel gorgo esistenziale sinistro e torbido dei romanzi di Montanari”. In questa storia “ci sono morti, incidenti, enigmi da risolvere, ma spiattellati su un piano di macabra quotidianità, ai bordi dei normali percorsi della vita comune. L’evoluzione del malessere si trasforma in una grottesca, surreale caricatura della violenza, in un allegorico parossismo del Male, su quella oscura linea d’ombra dove si acquattano le incognite del destino”.

La vita è una prova d’orchestra (2011; Einaudi; pp. 240; € 19,50) – “Il mondo è troppo piccolo se provi a guardarlo da un letto di ospedale. Ma lui – il malato – di quel mondo, di questo nostro mondo, fa ancora parte perché la malattia è parte della vita: finché non arriva l’assenza è ancora un pezzo dell’esistenza. Da questa realtà che tendiamo a negare persino a noi stessi s’è fatta avvolgere una donna coraggiosa”. Il ‘Corriere della Sera’ scrive a proposito del libro di Elena Loewenthal, studiosa ebraista e narratrice. «Ho indossato il camice da volontaria e sono entrata in silenzio nel mondo della malattia – scrive l’autrice -. Per più di un anno ho frequentato ospedali e sale d’attesa, case dove vivono malati, istituti di recupero»”.

Liberi e uguali. Contro l’ideologia individualista (2011; Laterza; pp. 175; € 16,00) – “La modernità come cultura dell’individualità (e perciò dei diritti) – scrive ‘Internet Book Shoop’ riguardo al saggio di Nadia Urbinati – e la modernità come individualismo economico e tecnica del potere: questa dicotomia ha fatto da cornice alla nascita della democrazia a partire dal Sei-Settecento”. Secondo Carminati “l’individualismo non denota la fine della politica, ma invece un modo di concepire la sfera pubblica come la sede dove si creano diritti, regole e istituzioni per riuscire a condividere i beni comuni e apprendere a rispettarsi quando interessi e idee divergono”.

La donna nel frigo (2011; Iperborea; pp. 180; € 15,50) – Questo “è sicuramente il miglior libro di Gunnar Staalesen ”scrive il recensore del sito ‘Milano Nera’. “La storia parte semplicemente e continua a farlo senza particolari scossoni, ma con una crudeltà e un cinismo sempre crescenti fino al climax finale. Temi sociali, temi ecologici e relazioni familiari sono il condimento per questa storia in cui il nostro Varg Veum si trascina a fatica e contro voglia solcando per l’ennesima volta i segni delle proprie ferite non ancora rimarginate”. La trama “è semplice e concisa: Varg Veum deve ritrovare un ragazzo che lavora sulle piattaforme petrolifere al largo di Stavanger e per farlo si infilerà in posti dai quali è meglio scappare e scoprirà che i frigoriferi a volte è meglio trovarli vuoti”.

Gli arcani della vita. Una lettura psicologica dei tarocchi (2010; editore Ma.Gi.; pp. 455, illustrato; € 65,00) – ‘Magie Edizioni’ riprende un volume dello scorso anno, scritto da Claudio Widmann. “Per la leggenda le carte dei tarocchi provengono dal lontano Oriente o affiorano dai misteri dell’antico Egitto; per la storia sono una filiazione dell’umanesimo italiano e i trionfi dei tarocchi sono un trionfo della cultura rinascimentale. Le loro immagini – dice ancora la recensione – escono dalle botteghe di miniaturisti medioevali, dagli atelier di artisti come Andrea Mantegna, Albrecht Dürer, Salvador Dalì, Renato Guttuso, dalle matite di fumettisti come Milo Manara o Hugo Pratt”. Questo volume “costituisce l’analisi psicologica più completa e sistematica degli arcani maggiori; penetra le loro simbologie per penetrare un po’ di più l’arcano della vita: l’ignoto e il mistero del diventare individui sempre più consapevoli di sé. Nei motivi simbolici dei tarocchi rintraccia le trame del processo di individuazione e mostra che gli arcani maggiori sono gli arcani della vita”.

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