C’è gente a Hollywood che con le mani in mano non riesce proprio a stare. Uno di questi è senza dubbio il regista italo-americano Martin Scorsese. Sei film. Tante sono le opere cui il cineasta di New York City sta lavorando o ha da poco terminato di farlo: nel 2011 Hugo (di cui sta ultimando la produzione per andare in sala il prossimo autunno e che segna il suo debutto alla 3D), The Rise of Theodore Roosevelt, Sinatra, I Heard You Paint Houses; nel 2012, ancora senza titolo, una pellicola tratta dal libro di Nancy Schoenberger e Sam Kashner, Furious Love: Elizabeth Taylor, Richard Burton, and the Marriage of the Century; nel 2013 The Wolf of Wall Street. Ma per il sessantottenne autore di capolavori come Taxi Driver, New York New York o, più di recente, The Departed – Il bene e il male, ad avere la precedenza su tutto è Silence.

Il film – al quale inizierà a lavorare dal prossimo gennaio per uscire nello stesso 2012 – riprende lo spirituale romanzo omonimo dello scrittore cattolico Shasaku Endo. Nel diciassettesimo secolo (è la trama) due gesuiti diventano martiri per cercare il loro mentore nel Giappone ostile e isolato della dinastia Shogun e diffondere la parola di Dio. I due religiosi affrontano violenze e persecuzioni.

Il cast è – come si suol dire – stellare: il protagonista è Daniel Day Lewis, spalleggiato da due interpreti del calibro di Benicio Del Toro e Leonardo Di Caprio. Per quanto riguarda quest’ultimo, segna la ripresa di un quasi sempre proficuo sodalizio cominciato circa dieci anni fa con l’adrenergico Gangs of New York (2002). Poi, nel 2004 fu la volta dell’oscillante The Aviator, nel 2006 il già citato The Departed e lo scorso anno l’incerto Shutter Island. Con Silence si arriva a cinque, ma quota sei è già vicina, dal momento che il poliedrico e ancor giovane attore di Los Angeles, avrà il ruolo di primo piano nel suddetto poliziesco The Wolf of Wall Street.

Silence, fra l’altro, vede – dopo anni di assenza – tornare alla ribalta del cinema Vittorio Cecchi Gori (associato con Graham King – oscar con The Departed – abituale produttore di Scorsese), di recente arrestato perché accusato di bancarotta fraudolenta. E sempre Cecchi Gori è stato protagonista del forte ritardo con cui il regista è giunto a poter girare la pellicola: ben dieci anni dalla nascita del progetto, causa una vertenza che ha visto opposto l’ex presidente della Fiorentina calcio al suo ex braccio destro americano, Gianni Nunnari, per una questione di diritti cinematografici che è stata solo di recente sbloccata.

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