Washington – A poche ore dall’approvazione dell’aumento del tetto del debito pubblico, a Washington si continua a respirare un’atmosfera di grande preoccupazione per il futuro dello stato dell’economia. La decisione che è stata presa non convince né Democratici, né Repubblicani, né sostenitori del “Tea Party” e viene giudicata con disarmante sincerità un grande bendaggio in attesa  di una soluzione concreta. Senza scendere in dettagli tecnici sui loro tagli di bilancio, quello che colpisce ancora una volta è il modo in cui viene vissuta questa crisi economica e politica qui negli USA. Per gli americani il Congresso è “marcio”, un circolo privato dove ognuno fa i propri interessi. E pensare che chi diventa “congressman” deve lasciare qualsiasi altro incarico, sospendere qualsiasi attività che sia nel pubblico o nel privato, per dedicarsi completamente alla politica ed evitare al massimo il conflitto di interessi. Questo non esclude che qualcuno riesca a fare il furbo e cumulare diverse rendite, ma se i giornalisti o membri di altri gruppi politici lo scoprono sono finiti, ma finiti per sempre. Gli americani non si fidano per principio dei funzionari pubblici, perdere la fiducia degli elettori è la cosa più grave che possa accadere.  I membri del Congresso che provengono da altri Stati non hanno alcuna copertura extra per le spese “fuori sede”, molti condividono gli appartamenti su Capitol Hill, alla stregua degli studenti della Georgetown University. Non ci si fa invitare a cena dai lobbisty più di una volta l’anno, potrebbe essere giudicato come una  atto di “corruzione”, come sentirsi in dovere di rendere il favore. Ancora una volta senso civico, trasparenza, responsabilità etica, morale la fanno da padrona. Il Paese è malato, non c’è ombra di dubbio, ma i principi di base sono sempre quelli dei Padri fondatori e, cosa fondamentale, il dialogo tra le parti esiste davvero. Per questo i giornalisti di organi d’informazione della portata di “Wall Street Journal”, “Washington Post”, “San Francisco Gate”, “Reuters” non riescono a rimanere “seri” davanti alle esternazioni del nostro Presidente del Consiglio, che continua candidamente ad affermare che “tutto da noi funziona a meraviglia, sono i mercati che non ci capiscono”. E’ vero, Junker ha dato la sua “benedizione” sul Piano di Austerità varato dal Parlamento italiano qualche settimana fa, ma il problema è un altro: la responsabilità di portarlo a termine a chi va? E le spese maggiori chi se le accolla? I ricchi, come sempre rimangono ricchi, la classe media diventa sempre più povera, la forbice si allarga. Non a caso Trichet ci chiede urgenti riforme strutturali. La gente è stanca di sacrificarsi in nome di un paese che ha festeggiato i 150 anni della sua Unità ancora più diviso che 150 anni fa. Berlusconi vuole “collaborazione tra parti sociali”, ma come fa ad essere preso sul serio se continua a “riprendere” Tremonti, uno dei pochi attori rimasti credibili in questa crisi? Riprendendo le parole di Emma Marcegaglia “non possiamo andare in vacanza, il momento è grave”, prendiamoci le nostre responsabilità e guardiamo al futuro con maggiore senso civico.

J. Donovan, “Berlusconi Says Unfazed by Crisis After Meeting on Italy Economy”, “Bloomberg Businessweek”, 4 Agosto 2011. “Il Primo Ministro Silvio Berlusconi, durante l’incontro avuto con parti sociali, imprenditori e sindacati, ha esortato gli italiani a “non avere paura” per l’aumento dei rendimenti obbligazionari, il Paese resisterà alla tempesta che sta investendo i mercati. La riunione si è tenuta a Roma dopo che il Premier, rifiutata la richiesta dell’opposizione di dimettersi, aveva chiarito davanti alle Camere, quale fosse lo stato dell’economia italiana… La fiducia nell’Italia è stata ulteriormente scossa dalla confusione politica, e l’indebolimento del potere e della credibilità di Berlusconi dovuto dalle accuse per corruzione che hanno colpito lui e uomini politici del suo partito… Oggi Trichet ha chiesto che l’Italia facesse serie riforme strutturali… Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha chiesto a sua volta maggiori privatizzazioni, tagli alle spese del governo, un bilancio in pareggio e riforme dei marcatori sociali…”

J. Mackenzie, “Italy’s Berlusconi seeks growth to calm markets”, “Reuters US”, 4 Agosto 2011. “Berlusconi ha promesso un vasto pacchetto di misure per ridare vigore all’economia italiana, una delle più stagnanti nel Mondo nell’ultima decade…come queste promesse potranno diventare realtà dopo anni di tanti fatti incompiuti rimane un punto interrogativo. I mercati e il mondo degli affari hanno pressato il governo per mesi per avere un chiaro piano d’azione… Le palesi divergenze tra Berlusconi e Tremonti hanno reso la situazione ancora più difficile, in particolare per gli investitori stranieri che hanno sempre visto Tremonti come l’ancora più sicura per la stabilità del bilancio italiano…”

S. Meichtry , C. Emsden, ”Berlusconi blames italian wows on global trubles”, “Wall Street Journal”, 3 Agosto 2011 : “Berlusconi ha schivato le richieste degli imprenditori italiani, che gli chiedevano di prendere delle misure che rivitalizzassero la stagnante economia italiana, dando la colpa di questo stato di cose e del fatto che i tassi fossero andati alle stelle, alla crisi mondiale… Nel suo discorso al Parlamento, Berlusconi ha affermato che le tensioni nei mercati mondiali erano il risultato delle lungaggini delle discussioni sul debito a Washington… I mercati non hanno valutato correttamente il debito sovrano italiano, perché non avevano tenuto conto, tra le altre cose, dell’alto tasso di risparmio delle famiglie italiane…”

Associated Press per “The Washington Post”, “Italian premier Berlusconi vows to pursue growth, stay as market turmoil engulfs country”, 3 Agosto 2011 “Berlusconi ha insistito sul fatto che le banche italiane sono forti e che gli investitori, che hanno fatto salire i tassi d’interesse italiani, non hanno tenuto conto dei punti di forza italiani: un sistema bancario stabile, un basso tasso di indebitamento del settore privato, e un forte spirito d’impresa… ”vi parlo come imprenditore, con tre società quotate in borsa”, ha detto Berlusconi immediatamente fischiato dall’opposizione…sempre più partiti dell’opposizione chiedono le sue dimissioni, e i capi dei partiti del centro-sinistra affermano che la comunità internazionale non ha più fiducia nel Primo Ministro… ma Berlusconi imperterrito ha detto che andrà avanti fino alla fine del suo mandato…”ognuno ha un ruolo e la stabilità è sempre stata la strategia vincente contro la speculazione…” ha detto ancora il Premier…”

C. Starling, F. O’Brien, “Berlusconi Says Italy Up to the Task of Tackling Debt Crisis“ “San Francisco Gate”, 3 Agosto 2011 . “L’Italia è pronta ad affrontare la crisi del Debito, le banche sono solide e le famiglie italiane sono meno indebitate di tutte quelle delle altre economie in crisi”, ha detto Berlusconi… Bersani, il principale leader dell’opposizione, ha ancora una volta chiesto le dimissioni del Primo Ministro che ha risposto “andrò avanti fino alla fine del mio mandato”…Berlusconi non si è molto mostrato in pubblico da quando la liquidazione dell’Italia ha avuto un accelerazione dopo la riunione della CE del 20 Luglio scorso, che ha visto adottare il nuovo piano di aiuti per la Grecia e ha adottato un meccanismo di salvataggio di paesi come la Spagna e l’Italia prima che arrivassero ad un punto di rottura… L’opposizione aveva da tempo chiesto che Berlusconi rendesse conto alle Camere…”

J. Mackenzie, G. Jones, “Italy’s Berlusconi pledges reform, offers few details”, “Reuters US”, 3 Agosto 2011. “In reazione, l’opposizione ha invitato Berlusconi a dimettersi, e il più grande sindacato del Paese giudicato il suo discorso deludente, portare avanti  un’azione comune, come suggerito da Berlusconi, per promuovere la crescita e riformare l’economia sarà un’impresa difficile da portare a termine… le preoccupazioni maggiori vengono dal fatto che gli effetti di  gran parte della manovra, tagli e tasse, sono previsti per il 2013, e cioè dopo le elezioni già previste per quel periodo, dando poco stimolo ad un’economia cronicamente stagnante… gli analisti hanno anche criticato lo scarso approfondimento dei temi affrontati dal Premier  nel suo discorso…”

CONDIVIDI