“Mi aggiro nel grande ipermercato un po’ smarrita. È così grande che sembra un aeroporto e io cerco disperatamente il terminal del cibo per cani .

Una voce suadente da un altoparlante cita una serie di offerte vantaggiosissime e imperdibili: tre chili di nduja calabra a un euro al chilo. Se si sopravvive, si può vincere un soggiorno a Vibo Marina.

Una bimba mi corre incontro. Dietro arranca una signora sui settanta che le urla: Scianel Scianel, vieni qua che te gonfio. Io impassibile penso ai danni che la società subisce da questi sconsiderati che chiamano i loro figli con nomi assurdi. Immagino la bimbetta all’asilo del Quarticciolo circondata da Kevin, Rassel, Alex, Scion, Giud e magari in ultima fila, Maria, unica e sola in un universo di storpiature. Scianel inciampa e io che ho trovato il cibo per cani e quindi sono socievole, le sorrido e cerco di aiutarla a rialzarsi. Lei svelta come uno spruzzo di profumo si divincola e dice: non mi toccare, sei una sconosciuta. E allora io immagino il mare tempestoso di Capocotta e la bimba preda delle onde che chiede aiuto… ed io, unico bagnino sordo, non la sento e lei che scompare tra le onde. Torno alla realtà e la nonna o forse la mamma, ormai si fan figli a tutte le età, mi dice, scusi sa, di questi tempi le abbiamo detto di stare lontana dagli sconosciuti.

Detto questo continua a inseguire Scianel che nel frattempo si è dileguata. Io continuo la spesa, mi accosto a una ragazza che lavora nell’ipermercato per chiedere un’ informazione; lei si volta sorridente e io leggo il nome sulla targhetta: Mona.

Ecco… mi sono ricordata di comprare il sapone intimo, meno male che ho colto il suggerimento.”

CONDIVIDI