E’ questo il richiamo dal quale sono ispirato e che estendo con forza e vigore, come una cassa di risonanza, a tutti i Liberali presenti nel PLI ed a quelli ancora all’esterno.

La vita di questo Partito può riprendere slancio e potere contrattuale nei confronti delle altre formazioni politiche più affini aprendo le porte a tutti quei Liberali che oggi prendono atto della disfatta del “liberalismo di massa”, promesso e non concesso da Berlusconi e dal suo PdL ormai in rovina.

Il futuro politico del PLI si può perpetuare se veramente c’è la buona volontà di creare una Unità Liberale che si concretizzi nel PLI, che deve essere considerato quale Polo d’attrazione ed unico tenutario della cultura Liberale, permettendo ed anzi incentivando attivismi e confronti anche esterni al Partito ma atti a contribuire e a convergere nella politica promossa dal PLI.

Proprio su questo terreno si può oggi giocare l’affidabilità e la credibilità dei Liberali, accomunati dai programmi politici di recente redatti dal PLI in materia economica e legislativa, che rappresentano il valore aggiunto concreto nei confronti delle altre formazioni politiche, alcune in disfacimento proprio perché hanno vissuto finora senza programmi chiari e concreti, con mancanza di obiettivi fino a far prevalere gli individualismi.

E’ il momento buono per noi di incunearci in questa crisi dei contenuti politici perché siamo capaci di dare risposte vere all’elettorato perché la nostra attitudine a far Politica viene da lontano!

Ma tutto ciò lo possiamo ottenere con una Unità di intenti, rispettosi del contributo di tutti quei Liberali autentici, perché il danno più grave sarebbe il persistere nella dispersione delle forze Liberali. Allora, Viva l’Unità Liberale!

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2 COMMENTI

  1. caro Maurizio sottoscrivo in pieno quanto ho appena letto: viva il Pli
    un abbraccio tuo Giancarlo Colombo

  2. Che serva un soggetto politico liberale è indubbio. Il problema è la via da seguire. Il mio sospetto è che l’unità non possa costruirsi per semplice adesione ideologica a vecchi o nuovi manifesti.. tutti questi tentativi sono finiti male o al primo momento in cui si è trattato di decidere cosa fare o per sfiducia nei dirigenti in essere. Serve allora una unità da costruirsi nell’azione politica. In questo momento, in cui lo statalismo non si nasconde più e si parla apertamente di patrimoniale, una lotta in difesa della proprietà privata contro la patrimoniale può essere la base su cui costruire una unità dei liberali. Anche perchè alla soluzione del debito via esproprio delle ricchezze personali potremmo contrapporre una proposta di riduzione drastica della spesa pubblica attraverso riduzione del personale e degli stipendi del settore. Una soluzione strutturale e liberale su cui i veri liberali non farebbero fatica a ritrovarsi e nuovi liberali capirebbero come la reale alternativa allo statalismo straccione italiano sia il liberalismo.

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