Parigi – Crisi. È ormai, ahinoi, il termine più utilizzato dell’estate 2011, in Grecia, in Spagna, in Italia come anche in Francia, a livello economico e politico. Ecco allora che per la classe politica francese sono già finite le vacanze. L’aggravarsi del debito pubblico e gli attacchi speculativi a un sistema bancario, che si rivela di giorno in giorno sempre più fragile, ha costretto infatti i “présidentiables” ad interrompere la pausa estiva, obbligandoli ad essere attivi a pieno regime in un momento che, anche e soprattutto in ottica 2012, potrebbe essere cruciale. Ce ne ha parlato, su “Le Monde” di giovedì, Arnaud Leparmentier nel suo Crisi: da destra a sinistra, i politici si schierano.

Destra. “Decidendo di ritornare a Parigi nella giornata di mercoledì 10 agosto per presidiare una riunione interministeriale concernente la crisi, il capo dello Stato, Nicolas Sarkozy, ha cercato di dare alcuni segnali positivi in merito al deficit pubblico e alla grave situazione bancaria francese, ergendosi a comandante di una nave ormai in piena tempesta”.

Allo stesso tempo il suo UMP, ed in particolare Jean-François Copé, anch’egli rientrato in anticipo dalle vacanze per un’importante intervista a “Le Figaro”, ha continuato a battere il chiodo sulla cosiddetta “règle d’or”, che i socialisti si ostinano a non voler votare, ma che sarebbe, secondo la maggioranza, necessaria alla riduzione del deficit.

Il capo del Parti Radical, Jean-Louis Borloo, continua Leparmentier, “ha invece proposto una tassazione dei flussi finanziari come manovra anti-crisi, mentre la leader del Front National Marie Le Pen ha proposto a France Inter una soluzione quanto mai drastica: l’uscita di comune accordo dall’Euro”.

Sinistra. “I socialisti, il cui programma per il 2012 rischia di essere fortemente influenzato dalla crisi attuale, proseguono nella loro ferma opposizione alla “règle d’or”. François Hollande, il primo ad esserne totalmente avverso, suggerisce di sostituirla con un emendamento al progetto di legge concernente le finanze del 2012, oltre a caldeggiare il rafforzamento della Banca Centrale Europea attraverso gli eurobonds, affinché possa riscattare i debiti dei paesi europei in difficoltà e “scoraggiare” gli speculatori”.

Ségolène Royal, altra candidata alle presidenziali nelle file del PS e unica a non aver preso nemmeno un giorno di vacanza con la speranza di aumentare le sue possibilità di essere eletta, ha infine tuonato, come Hollande e Martine Aubry, attualmente in Québec, contro la “règle d’or”, etichettandola come “gadget” de l’UMP.

Confusione. Tanta, troppa confusione e diversità di prospettive, tra maggioranza e opposizione, ma anche all’interno dello stesso partito, per un momento che, nel bene o nel male, sarà decisivo per le elezioni presidenziali del 2012.

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