“Che belli i paesi, la loro cultura, i modi di trasmettere bagagli di esperienze da padri a figli. Io adoro i soprannomi; alcuni hanno origine da situazioni arcaiche, dimenticate dai più. Qui nel mio bel paese dell’alto Lazio, ce ne sono tanti: c’era un tipo che chiamavano l’Asciugamano. Quando è morto, il titolo, come nelle migliori casate, è passato al figlio che però è diventato (essendo cadetto) il figlio del “Poro Asciugamano”, insomma vive di luce riflessa. Poi c’era la Peppa del vento, perché la povera signora Peppa amava il canto e una delle sue canzoni più amate pare avesse come tema situazioni  meteorologiche. Grande personaggio anche Peppino I-O, proprio così, perché pare che da ragazzo assomigliasse a un somaro, non che con l’età fosse migliorato, forse sembrava più un mulo, non so.

Poi Gianni il cianche, da gambe (ce le aveva storte), poi tutto lo zoo quasi al completo: Giorgio il toro, Edo il coccodrillo, il figlio del Poro Porco (sì, sì!). E poi Arturo Allegria, che era l’uomo più triste del pianeta ma fan di Mike Bongiorno. E naturalmente Pietro il bello (modestia a parte, mio nonno).

Anche sulle carte che vengono esposte nel paese in caso di morte, viene riportato il soprannome, spesso molto più conosciuto del vero nome. Tempo fa ci siamo deliziati con una cosina così : è morto Ringo Lupi, conosciuto come Rin tin tin. Sicuramente parente del Commissario Rex, avevano aggiunto a penna . Il povero Rin tin tin è morto per un ics, così si diceva nei bar del paese, appena lette le carte. Ma c’erano voci che insinuavano che si fosse trattato di un inps, ma si sa, nei paesi la chiacchiera è un dovere. Saggezza popolare, scarpe grosse bel tempo di sera… Che dire, non sono brava con i proverbi, ma li so, giuro, li so.”

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