Lido – C’è una donna un po’ speciale che da circa trent’anni monopolizza l’attenzione ovunque metta piede. E che lo ha fatto anche qui in laguna, ieri, nella seconda giornata della 68^ Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (fino al 10 settembre). Parliamo di Madonna (Louise Veronica Ciccone, di nonna italiana) che, forse aiutata anche dal suo primo nome di battesimo (sì, non è nome d’arte), è in grado di fermare il vento a ogni sua apparizione.

C’è riuscita anche al Lido, dove si è presentata più bionda che mai (a 53 anni suonati) in abitino scuro attillato, per la proiezione (fuori concorso) del suo secondo film da regista, W.E., decisamente brutto. Una commediola sentimentale (trasposizione contemporanea della passione fra Wallis Simpson e Edoardo VIII che per lei abdicò nel 1936 al trono di Inghilterra) da diciotto milioni di sterline, priva di sentimento autentico. Che è tutto dire. Lei, la poliedrica cantante, sostiene che “l’amore non è mai banale”, ma con un film è riuscita a renderlo tale.

Nonostante ciò qui, dopo il suo sbarco da un motoscafo quasi in incognito mercoledì sera, non si andava a caccia che di lei, sorridente e disponibile – da gran professionista protetta dal consueto team di guardie del corpo – per scatti fotografici, per interviste anche scomode sui suoi matrimoni falliti (Sean Penn, Guy Ritchie), a parlare della sua presunta bisessualità (ma ci sarà qualche etero da queste parti?) e per fan vecchi e giovani (consideriamo poco meno di due generazioni), accalcati in ogni dove per arrivarle il più vicino possibile.

A livello qualitativo, tutt’altra faccenda è stata la scoperta dell’opera in concorso di Roman Polanski (assente a Venezia per noti problemi con la giustizia dopo l’accusa di aver fatto sesso con una minorenne), Carnage, film più che buono, divertente, a intreccio teatrale, incentrato sul dissidio e il pasticcio mentale in cui rischiano di annegare due coppie, dopo una lite tra i rispettivi figli. Un cast di stelle (Jodie Foster, Kate Winslet, Christoph Waltz, John C. Reilly, scusate se è poco) che nell’occasione non si sono certo risparmiate.

Molto apprezzato dal pubblico, nella sezione ‘Giornate degli autori’, il lavoro di Daniele Gaglianone, Ruggine, pauroso e credibile nel suo raccontare la pedofilia. Insomma, da non perdere, anche per la squadra di grandi attori italiani quali Stefano Accorsi, Valerio Mastandrea, Filippo Timi (il migliore in questa circostanza) e Valeria Solarino.

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