Parigi – A un mese e qualche giorno dalla prima tornata elettorale per le primarie socialiste del 9 ottobre, il deputato di Corrèze François Hollande è ormai dato per vincitore dai sondaggi. Tuttavia, il clima di eccessiva positività respiratosi al consueto raduno estivo de La Rochelle, non è troppo piaciuto al candidato socialista. Ce ne ha parlato ne “Le Figaro” di giovedì Nicolas Barotte, nel suo Hollande vuole evitare ogni trionfalismo.

“I sondaggi danno per strafavorito François Hollande, ma il deputato di Corrèze ha dato una consegna specifica alla sua équipe: «Nessun trionfalismo». Non gli è affatto piaciuta l’aria respiratasi a La Rochelle, dove alcuni dei suoi sostenitori sembravano già cantare vittoria. «I sondaggi rafforzano l’idea diffusasi di una preferenza per François Hollande», ha rettificato il deputato della Seine Saint-Denis Bruno Le Roux, ma il compito è quello di continuare la campagna elettorale fino alla fine e nel migliore dei modi”.

Se da un lato, nonostante la prudenza predicata, trapela molta positività, da quello opposto, occupato da Martine Aubry, si percepisce facilmente una certa tensione e una certa inquietudine in merito a alle elezioni del 9 e del 16. La rentrée avrebbe dovuto permettere alla Aubry di recuperare terreno nei confronti del suo rivale per le primarie, ma a quanto pare, come ironizza un fedele di Hollande «più si dedica alla campagna elettorale e più perde consensi». Niente di più vero. Come anche il fatto che il deputato di Corrèze avanza imperterrito verso il proprio obiettivo, dedicarsi interamente ai francesi, tralasciando il feuilleton Strauss-Kahn.

Come sottolinea Barotte, “François Hollande passa da un soggetto all’altro con estrema facilità, rivelandosi efficace e pungente, come quando, in merito alle ultime indiscrezioni su una possibile riapertura dell’affaire Bettancourt, afferma che «Nicolas Sarkozy voleva essere il Presidente di una Repubblica irreprensibile, e si è invece rivelato il capo di uno Stato sospetto»”.

Ségolène Royal, stabile al 13%, sembra non aver alcun speranza. Per non parlare dei “piccoli” candidati Arnaud Montebourg, Manuel Valls e Jean-Michel Baylet rispettivamente fossilizzati all’8%, al 4% e all’1%. La lotta è a due con la Aubry al 30% e Hollande al 44%, in crescita di due punti rispetto ai precedenti sondaggi e, al momento, più brillante e più incisivo del sindaco di Lille, tanto nei comizi itineranti, quanto nelle uscite televisive.

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