Lido – Monica Bellucci, dopo aver abiurato l’Italia preferendo schermarsi dietro un po’ di snobismo francese (un capriccio di alcune fra le nostre donne molto belle che pretendono anche di risultare disinteressate, vero Carla Bruni?) quando rientra nel suo Paese d’origine ha pure una discreta faccia tosta. Se la canta e se la suona, come si suol dire. Cosa che ha fatto ieri, qui al Lido, nella terza giornata della 68^ Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (in lutto per la morte improvvisa della mamma della madrina del festival, Vittoria Puccini), dove la “Sophia Loren mancata” ha applaudito da sola il noioso e pretenzioso e da lei mal recitato Un été brulant (Una calda estate, in concorso), del regista ‘di nicchia’ (quanto piace ai transalpini essere considerati tali…) Philippe Garrel.

Spiacenti per la ‘morona’ di Città di Castello (Perugia), ma questo suo nicchiare rischia di trasformarsi in un invito ad andarsi a nascondere. Insomma, fischi e buu per un dramma passionale, il cui unico spunto d’interesse della vigilia – e solo per il maschio italiano mediamente eccitato – era il tanto sbandierato nudo integrale di Monicona, anche quello rivelatosi una bufala.

Chi invece da tempo ha preso il giusto passo è il marito Vincent Cassel (innamorato dell’Italia), autentico fuoriclasse nel cast allestito per il bel film (ma non da Leone d’oro per noi) in concorso, A Dangerous Method (Una teoria pericolosa) – girato dal grande e sempre stupefacente David Cronenberg – che annovera un altro campione, Viggo Mortensen, e gente piuttosto in gamba, tra cui Keira Knightley (ieri in pizzo dorato firmato Valentino) e Michael Fassbender. La pellicola tira in ballo (la sceneggiatura è degli anni Novanta) i due mostri sacri della psicoanalisi mondiale, Sigmund Freud (Mortensen) e Carl Gustav Jung (Fassbender), quest’ultimo impelagato in un’incontrollata relazione sessuale con una propria paziente (Knightley, nei panni di Sabina Spielrein). Film da vedere (nei cinema dal prossimo 30 settembre).

La sezione ‘Controcampo italiano’ ieri mattina ha preso il via con la prima prova registica di Maria Grazia Cucinotta stritolata da un abitino color mela (in laguna sbarcò nel 1994 come interprete del bellissimo Il postino di Massimo Troisi) – il corto di undici minuti dal titolo Il maestro, coinvolgente racconto in celluloide, grazie all’intensità recitativa di un bravo e navigato attore come Renato Scarpa (che nel Postino impersonava il telegrafista).

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