Lido – In qualche modo la quinta giornata della 68^ Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (che si chiuderà il prossimo 10 settembre) è stata monopolizzata dalla presenza di un certo Alfredo Jacob Pacino, detto Al, sbarcato sabato sera al Lido per farsi consegnare il premio alla carriera aeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2011 e presentare il suo Wilde Salome (ne è solo regista), film fuori concorso tratto da una pièce teatrale che gli ha dato da fare per parecchio tempo. Risultato, un’opera bella ma difficile, la cui potenza intrattenitrice per il grande pubblico sarà tutta da verificare.

Cinema a parte il ‘vecchio’ Scarface , 71 anni – capello lungo, pizzetto, camicia bianca e pantalone blu – ha dato davvero spettacolo, più di quanto abbia fatto qualsiasi altra star giunta fino a ora sulla laguna veneziana. Gran classe nel coinvolgere i fan, emozionarli con uno stile plateale che solo i grandi possono permettersi senza risultare ridicoli.

Sollievo per il debutto dei film italiani in concorso. Tremavamo all’idea di una maledizione, preoccupati che il top sarebbe stato raggiunto solo dalle opere (ottime quelle viste finora) non in corsa per il Leone d’Oro. Invece Terraferma (nei cinema dal 7 settembre) di Emanuele Crialese esce alla grande da questa sua prima proiezione. Ben girato, ben recitato (cast d’eccezione con Filippo Pucillo, Donatella Finocchiaro, Giuseppe Fiorello e Claudio Santamaria) intenso e commovente grazie anche a una magistrale fotografia, accompagnato da una perfetta colonna sonora. La storia – tenuta distante dalla cronaca – si svolge su un’isola italiana di pescatori, dove sbarcano extracomunitari e nella quale l’esistenza, per tutti, non è mai facile.

Un’opera che dirà la sua per la vittoria del festival che fino a questo momento aveva fatto da palcoscenico più che altro alla maestria degli Stati Uniti in campo cinematografico. Lievita, quindi, l’attesa per le altre due nostre pellicole in concorso, Quando la notte, di Cristina Comencini che sarà presentato mercoledì 7 settembre e L’ultimo terrestre, film di Gianni Pacinotti, alias Gipi, in proiezione il giorno seguente.

Sempre in concorso, ieri, del regista londinese Steve McQueen abbiamo visto Shame, molto bello, con il protagonista Michael Fassbender (già incontrato nei giorni scorsi nei panni di  Jung in A Dangerous Method di Cronenberg) molto bravo nell’impersonare un erotomane, patetico e instancabile malato di sesso (shame significa ‘vergogna’) che nella vicenda filmata viene proposto in tutte le salse. Vedremo quanto sarà puritana la giuria.

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