L’arabo (2011; Isbn Edizioni; pp. 203; € 19) – “In una cittadina nel Sud della Francia, un giorno, come dal nulla, compare un ragazzo. E’ schivo, silenzioso. Lavora e non crea problemi. Ha un solo difetto: è arabo”. E’ molto in sintesi la trama di questo romanzo di Antoine Audouard (traduzione di Chiara Manfrinato), di cui scrive l’inserto Tuttolibri del quotidiano La Stampa. L’autore “descrive molto bene l’inarrestabile montare” della vicenda “lasciando che la trama degli eventi si colori dei pensieri e delle voci dei personaggi e della piccola folla delle comparse, ma riscattandone la tragica banalità con una articolazione del racconto in quattro movimenti che hanno il valore emblematico e la potenza evocativa degli elementi primigeni, pietra, acqua, fuoco e aria”.

Un filo d’olio (2011; Sellerio Editore Palermo; pp. 266; € 14) – Il sito QLibri recensisce il libro di Simonetta Agnello Hornby. “Memoria familiare, nostalgia dell’infanzia, romanzo autobiografico. Un filo d’olio è tutto questo. E anche un ritratto della Sicilia anni Cinquanta in una famiglia dell’aristocrazia terriera. (…) Il ricordo autobiografico che si fa protagonista in uno scenario, quello della casa di campagna, dove l’autrice ha trascorso le estati della sua infanzia e giovinezza”.

L’evoluzione di Bruno Littlemore (2011; edit. Ponte alle Grazie; pp. 544; € 21) – “Il primo capitolo è una dichiarazione di intenti. State per assistere al monologo indisciplinato e brillante di Bruno Littlemore”. E’ il sito Wuz.it a parlarci dell’opera letteraria scritta da Benjamin Hale (tradotta da Lorenzo Di Lella e Silvia Scognamiglio) e spiega che con “un cognome che rivela la sua ‘eccezionalità’, Bruno Littlemore si impone alla nostra attenzione con una personalità egocentrica e irriverente: basta poco per capire che non sarà facile sbarazzarsi di un personaggio ‘ingombrante’ come lui. (…) Tutto il romanzo di Hale si fonda sulla parola e sulla voce brillante e originale di chi narra, che ama l’aneddoto, il grottesco, e riesce a divertire e a far riflettere per più di 500 pagine. Leggere un romanzo scritto così bene è davvero un piacere raro”.

L’ultimo lupo mannaro (2011; Isbn Edizioni; pp. 480; € 16,90) – Il sito internet Sololibri analizza questo romanzo di Glen Duncan che narra la vicenda di Jacop Marlowe che è un “lupo mannaro ed è l’ultimo della sua specie. Braccato dall’Organizzazione mondiale dei fenomeni occulti, decide di arrendersi e porre fine alla sua secolare esistenza e alla maledizione che lo vede mutare ad ogni luna piena. A poche ore dalla resa, l’omicidio di un vecchio amico e un incontro inaspettato lo costringono a rivedere la decisione e a lottare disperatamente per la sopravvivenza (…)”, scrive Sololibri. “Diario di un’esistenza piena di lussuria ed assassinii, sempre in bilico tra bene e male, condizione che da sempre convive e lotta nell’uomo. Si potrebbe definire un horror filosofico di riflessioni ‘nietzschiane’, in cui la bestia confinata nel buio dell’animo umano, si palesa più volte nelle atrocità della storia (…)”.

Tutti santi me compreso (2011; Mondadori; pp. 164; € 17) – “Circa una quarantina di anni fa la Chiesa di Roma minacciò di togliere San Gennaro dal calendario. Le notizie che lo riguardavano erano poche e quelle poche erano anche sospette”. E’ quanto scrive ancora Qlibri sull’ultima fatica di Luciano De Crescenzo. Secondo il critico l’autore “in più di trent’anni e trenta libri, ha raccontato il volto meno consueto e più umano dei filosofi e dei miti greci. In questo libro ci narra con la sua ironia e sapiente leggerezza le vite dei santi, togliendo loro l’aura dei santini per farli sentire un po’ più simili e vicini a noi”.

Lampi. La trama nascosta che guida la nostra vita (2011; Einaudi; pp. 324; € 28) – In questo saggio piuttosto costoso vi è di base una domanda dell’autore, Albert-László Barabási (traduzione di Simonetta Frediani) – giovane fisico ungherese  di appena 43 anni, direttore del Centro di Ricerca per le Reti Complesse alla Northeastern University di Boston – riportata dal Sole 24 Ore: «Potremo mai sperare di descrivere il comportamento umano con la stessa precisione con cui riusciamo a descrivere il mondo materiale?». “La risposta che si è dato non è banale”, dice Il Sole. “E’ raccolta in due saggi ‘Link’ e quest’anno, appunto, ‘Lampi’. (…) «L’evoluzione procede a lampi – scrive Barabási nel suo libro -. Le nuove specie compaiono in periodi che durano decine di migliaia di anni, un istante in rapporto ai tempi dell’evoluzione… Come fa una proteina che governa l’attività dei nostri geni a capire come e dove attaccarsi al Dna? Secondo i biologi sistemici usa una strategia a raffiche. Anche la scienza, volendo, compie grandi balzi in avanti e piccoli passi e circoscritti che sembrano non portarci da nessuna parte»”.

Quel Marcel! Frammenti dalla biografia di Proust (2011; Einaudi; pp. 395; € 25) – Saggio scritto da Mario Lavagnetto e recensito da Tuttolibri. “(…) Per intendere Proust – scrive l’inserto della Stampa – è necessario uscire dalla perfezione del cerchio e retrocedere allo stadio della sua formazione dove l’io di superficie, allestendo una micidiale strategia, non si è ancora inabissato nella pagina la cui misura verticale ambisce alla verità del puro anonimato. (…) Lavagetto oppone l’umiltà del lavoro filologico, tra carteggi e sinopie, l’accanita esegesi dei testi più volatili e di indizi apparentemente trascurabili (…)”.

Favole della mezzanotte (2011; Ciesse Edizioni; pp. 494; € 20) – Books Blog parla del volume curato da Stefano Pastor, un’antologia che “raccoglie i testi di diciotto autori (Pastor incluso) che interpretano a modo loro il tema della fantasia. Il titolo dell’antologia è una sorta di ossimoro in quanto avvicina due termini culturalmente in antitesi tra di loro: le favole – che rimandano a un contesto di serenità e fanciullezza – e la mezzanotte – che strizza l’occhio all’ora dei fantasmi con tutto il background di racconti dell’orrore che si porta appresso. E’ lo stesso curatore a spiegare questa scelta”.

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