Lido – Piccola soddisfazione personale: alla vigilia della premiazione prevista per oggi con la consegna del Leone d’Oro della 68^ Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, c’è ancora equilibrio tra i film in concorso. Carnage di Roman Polanski sembra il preferito, ma i bookmaker d’oltremanica pare continuino a puntare su La talpa, favorito a 4,00. Una vittoria, quella del film girato dallo svedese Tomas Alfredson, che nel corso di questo nostro dossier abbiamo più volte preconizzato. La zampata conquistatrice di Polanski compare in lavagna a 9,00, alla pari con Le idi di marzo di George Clooney. A dangerous method, opera di David Cronenberg, perde qualche posizione e si piazza a 10 volte la posta. Meno chance – come avevamo previsto – per i film italiani, con Terraferma di Emanuele Crialese a 13,00 e L’ultimo terrestre di Gian Alfonso Pacinotti detto Gipi a 21,00. Confermato il tonfo di Quando la notte, pretenziosa pellicola di Cristina Comencini, snobbata dagli esperti avventurieri della scommessa.

Insipido, senza picchi, con recitazioni sotto tono e momenti thriller senza pathos, il film in concorso ieri, Texas Killing Fields. L’argomento inflazionatissimo del serial killer (per quanto tratto da una storia vera), al giorno d’oggi vorrebbe che pochi ci si avventurassero, visto l’alto rischio di ripetersi e banalizzare. L’errore l’ha commesso al proprio esordio registico Ami Canaan Mann, figlia (che fatica deve aver fatto per entrare nel mondo del cinema… ) del grande Michael Mann. Senza pregiudizi: ci sono figli di papà bravissimi, alcuni anche più bravi del genitore. Ma non è questo il caso, almeno per il momento. Pellicola di certo fuori dalla lotta per il titolo.

Leone d’Oro alla carriera consegnato ieri pomeriggio a Marco Bellocchio, che in Sala Grande ha ricevuto il trofeo dalle mani del collega Bernardo Bertolucci. A detta di chi è riuscito ad assistere alla cerimonia, i due hanno sfornato una gag dietro l’altra. Ma oltre a divertirsi, il cineasta piacentino appena incoronato per il suo contributo al mondo in celluloide, c’è andato pesante quando gli è stato chiesto un parere sul cinema italiano: “Se potessi, li dissuaderei”, ha buttato lì Bellocchio riferendosi ai giovani che si avvicinano a questa professione. “Molti provano a imitare i modelli dei grandi del passato servendosi” di tecnologie moderne, “ma io penso che in questo modo non ne verrà mai fuori nulla di buono”.

Tutta da vedere la passeggiata sul red carpet veneziano di una sempre smagliante Virna Lisi, cui è stato attribuito dai giornalisti il premio “Pietro Bianchi 2011” promosso tradizionalmente ogni anno in collaborazione con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e la Biennale. Un riconoscimento che in passato ha visto onorati ‘giganti’ come Alberto Sordi, Nino Manfredi e Sofia Loren.

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