Tutta la vita (2011; Longanesi; pp. 425; € 18,60) – “Dodicesimo libro di Romana Petri”, di cui ci parla ‘Il Messaggero’ (…) “Storia di un amore felice – evento raro in letteratura – protagonisti Alcina (di «personaggio indimenticabile» parla Dacia Maraini) – donna tenace che riesce a traghettare sua figlia verso la felicità – e  Spaltero, l’uomo che la ama fin da bambino. Due figure già incontrate in Alle case venie (Marsilio), opera con la quale la Petri fu finalista al Premio Strega 1998 (…) è già destinato alla pubblicazione in Spagna”.

La voce dei morti (2011; Bompiani; pp. 448; € 16,92) – Il sito ‘thrillerpages.blogspot’, recensisce il romanzo di Simon Beckett (tradotto da A. Silvestri). “Fra le nebbiose brughiere del Dartmoor e le oscure caverne che si celano nel sottosuolo, si svolge la quarta avventura di David Hunter, impegnato nella caccia ad un serial killer dall’aspetto quasi ferino. (…) Romanzo meno incisivo dei precedenti, la trama è abbastanza prevedibile e non riserva i soliti colpi di scena cui l’autore ci aveva, forse troppo bene, abituati”.

Il mondo oltre la baia (2011; Neri Pozza; pp. 365; € 17,00) –Del libro scritto da Beverly Jensen (tradotto da Massimo Ortelio) parla l’inserto ‘Tuttolibri’ del quotidiano ‘La Stampa’. “Beverly Jensen (1953-2003) era una madre di famiglia del Maine che negli ultimi vent’anni di una vita non lunga scrisse racconti ispirati alla storia delle sue zie Idella e Avis, originarie del Canada. Quei racconti furono pubblicati postumi e infine, in seguito al grande favore che li aveva accolti, riuniti” in questo volume “che assume così l’aspetto di una narrazione continua, seppure con salti temporali. La vicenda comincia agli albori del Novecento, quando le sorelline sono ancora molto piccole (…) e la loro mamma muore improvvisamente dando alla luce una terza femmina; e si conclude settant’anni dopo”.

Ho attraversato il mare a piedi. L’amore vero di Anita Garibaldi (2011; Mondadori; pp. 287; € 17,00) – “«Dopo due femmine, mia madre e mio padre volevano un  maschio. Invece sono arrivata io». Con queste parole inizia l’incredibile racconto scritto” da Loredana Frescura su “Anita, la sua avventura, il viaggio della sua vita che la porterà dal Brasile in Italia, da semplice ragazza a eroina dei due mondi”. La recensione è del sito ‘Paper Blog’ secondo cui questo libro “racconta l’amore di Anita e Giuseppe Garibaldi. E di una delle più forti passioni che li unì: l’Italia”.

Nel paese delle donne (2011; Feltrinelli; pp. 264; € 17,00) – Il sito ‘Gruppo di lettura – WordPress’ recensisce il romanzo di Gioconda Belli affermando che “le scelte di questa scrittrice sono sempre coraggiose e non deludono. Anche questo ultimo romanzo è di piacevole lettura, ben costruito, come sempre ben scritto e non banale nella sua utopia (…) Non delude questo suo sguardo sul mondo decisamente femminile o femminista, se volete. Per «ridisegnare il mondo» – dice la Belli – bisogna fare riferimento alla realtà, ma condurla con una buona dose di immaginazione. Il romanzo è ambientato a Faguas, paese immaginario del centro America, come già nella Donna abitata. Faguas può essere il Nicaragua, ma anche un qualunque luogo del mondo, dove le donne più o meno continuano ad avere diritti diversi dagli uomini”.

«Ho sempre voluto che ammiraste il mio digiuno» ovvero, guardando Kafka (2011; Einaudi; pp. 49; € 8,00) – Di questo breve libro di Philip Roth (tradotto da Norman Gobetti) scrive la sezione ‘Un libro al giorno’ dell’Ansa che analizza una “cinquantina di pagine scintillanti dell’eterno candidato americano al Nobel su un gigante della letteratura di tutti i tempi, costruite attorno ad un’ipotesi: e se Kafka non fosse morto di tubercolosi nel 1924 e se fosse anche riuscito a sopravvivere alla Shoah riparando negli Usa, di lui cosa sarebbe stato? La risposta è semplice: nulla. Niente Processo, niente Castello, niente Diari. Solo un necrologio pubblicato, probabilmente su un giornale della comunità ebraica che l’ha accolto al suo arrivo dall’Europa: «Il dottore Franz Kafka, insegnante ebreo della Talmud Torah della sinagoga di Schley Street dal 1939 al 1948, è morto il 3 giugno al ‘Deborah Heart and Lung Center’ di Browns Mills, dove era ricoverato dal 1950»”.

Sezione suicidi (2011; Einaudi; pp. 377; € 18,00) – “Guérin è il capo della Sezione suicidi della polizia di Parigi, il posto peggiore per un poliziotto, soprattutto se sei un bravo poliziotto; ce lo hanno sbattuto dopo una brutta faccenda nella quale era invischiato un suo collega”. E’ il sito ‘Books Blog’ a parlarci del romanzo di Antonin Varenne, tradotto da Federico Montrasi.

Il paradiso delle donne perdute (2011; edit. Leone; pp. 304; € 16,00) – “Cresce la dipendenza tra i giovani sauditi per i siti e le tv porno – scrive il quotidiano ‘La Stampa’ a proposito del romanzo di Jean-Pierre Perrin -, tanto che è ormai allarme nel Regno ultraconservatore islamico (dove i due sessi sono rigidamente separati nella vita sociale) per questo fenomeno, che viene connesso anche all’aumento di reati di molestie e violenze sessuali (…) Perrin è un giornalista del quotidiano francese Libération che lavora da tempo nel Golfo Persico e ha scritto diversi saggi sull’Iran, l’Iraq, l’Afghanistan. Il Paradiso delle donne perdute – che è dedicato al grande giornalista palestinese Samir Kassir, ucciso a Beirut nel 2005 – è basato su fatti realmente avvenuti ma è al cento per cento un romanzo noir e credo meriti di essere letto perché al di là della trama offre scorci di vita vera che solo un profondo conoscitore degli emirati e dell’intera regione potrebbe affrescare”.

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