Ancora una settimana caratterizzata dai timori nei confronti della nostra economia. Dopo il cancelliere tedesco Angela Merkel, che la settimana scorsa affermava che “l’Italia è estremamente fragile, come la Grecia”, Barak Obama, a sua volta, ha espresso lunedì 12 settembre i suoi timori nei confronti dell’economia della Penisola. “La Grecia è evidentemente il problema più urgente da risolvere” in Europa, ma nuovi attacchi dei mercati contro la Spagna e l’Italia creerebbero un problema ancora più grande”.

I paesi della zona euro in effetti non possono permettersi di lasciare colare a picco l’Italia: secondo gli economisti, il costo di un piano di salvataggio del Paese prosciugherebbe tutte le riserve del Fondo europeo di stabilità. A queste dichiarazioni pessimiste si sono aggiunte le informazioni contraddittorie sull’acquisto delle obbligazioni italiane da parte dei cinesi. Secondo il Financial Times, Roma avrebbe chiesto a Pechino di sostenere il proprio debito. Da parte sua, il ministero delle Finanze ha confermato l’incontro della settimana scorsa del ministro Tremonti con una delegazione cinese. Ma non ha rilasciato nessuna dichiarazione. Il Wall Street Journal ha però stemperato queste affermazioni, rivelando che gli incontri tra la Cina e l’Italia erano lontani dall’aver raggiunto un traguardo significativo. In un articolo del quotidiano economico francese Les Echos, vengono riportate le dichiarazioni del primo ministro cinese Wen Jiabao che, dal World Economi Forum di Delian (Nord della Cina,) fa capire chiaramente che le intenzioni di Pechino sono sì investire, ma in società, non solo in debiti pubblici. La Cina ha ‘fiducia’ nell’economia europea e accetterebbe con piacere di sostenere il Vecchio Continente, a patto però che l’Europa accordi al Paese lo statuto di economia di mercato prima del 2016 (secondo le regole del WTO), perché è così che ci si comporta tra ‘amici’.

Già, ‘amici’, come forse Schroder, Merkel, Blair e Sarkozy. Berlusconi nei cinesi non ha mai creduto davvero. Quando gli altri cercavano di approfittare del boom economico della Cina andando e venendo da Pechino, lui suggeriva agli imprenditori italiani di investire nei Paesi dell’Europa dell’Est perché nei paesi emergenti come Cina e India il tasso di povertà era così alto da non consentire che a una piccola parte della popolazione di comprare ‘italiano’. Un errore grossolano se pensiamo che il nostro primo ministro è anche un tycoon dell’economia. Oggi offriamo a Pechino le nostre imprese pubbliche più importanti. Chapeau!

Ma non c’è solo la Cina che preoccupa e occupa i giornalisti esteri. Ancora una volta si parla della totale assenza di direzione politica che sta sfinendo l’Italia. Il fatto che il nostro Governo abbia redatto tre, quattro, cinque, versioni successive e contraddittorie del Piano di Austerità, ha dato l’impressione di un panico generale, senza ricerca di soluzioni concrete, come le liberalizzazioni e le riforme strutturali. Gli euro bond vengono giudicati un palliativo. Indiscutibilmente indebolito, Berlusconi e i suoi fedelissimi sembrano navigare a vista, perdendo sempre più (se ancora ce ne fosse) in credibilità, non solo in Italia, ma in tutta Europa.

Non mancano i commenti sulla ‘fuga’ di Berlusconi a Strasburgo e Bruxelles, non solo sui quotidiani europei come Le Echos e Romandie, ma anche su organi di stampa del Medio Oriente quali l’Oman Daily e l’egiziano Ahram.  Questi giochi politici così incerti contrastano con una società italiana sempre più preoccupata, non solo per la sua situazione materiale ma anche per il suo destino di comunità. E’ attraversata da sentimenti contrastanti, che portano taluni a pensare alla divisione e alla frammentazione e altri, al contrario, che cercano di reinventare nuove forme di solidarietà e ridare vita alla democrazia.

Non è un caso che il nostro Presidente della Repubblica si imponga sempre più come esempio di moderazione, serietà, di unione, aprendosi simultaneamente all’Europa e al mondo e goda di un rispetto eccezionale. Solo poche ore fa Napolitano invitava nuovamente Berlusconi a cercare soluzioni condivise per uscire dal problema crescita, così come ribadiva la sua fermezza in tema di giustizia.

Nelle ultime ore sono stati pubblicati diversi articoli sull’approvazione della manovra economica richiesta a gran voce dalla BCE e, ancora una volta, si legge tra le righe quanto poca fiducia venga data al nostro Governo, tanto che si prospetta un ulteriore declassamento dell’Italia da parte delle Agenzie di rating. Il New York Times condanna apertamente gli sprechi di uno Stato assistenziale che non può permettersi di essere tale, riportando l’esempio di un paesino dell’entroterra siciliano che vanta nove vigili per novecentosessanta anime. Frutto, dice il quotidiano, della pratica del voto di scambio…

I Bunga Bunga party saranno difficili da archiviare. Ancora una volta il New York Times pubblica un feroce articolo sul nostro Premier e sul suo declino. Il Telegraph da parte sua pubblicizza con grande enfasi l’apertura di una pizzeria così chiamata dalla proprietaria, spiegando con doverosi dettagli l’origine del nome, e AFP riporta le allusioni della pop star Madonna sul nostro primo ministro, immediatamente giudicate offensive dall’entourage di Berlusconi.

Siamo un Paese che deve superare l’ignobile cinismo e immobilismo che caratterizzano ormai troppi nostri rappresentanti. Troppo spesso ormai l’intelligenza è considerata sinonimo di inganno, ma noi apparteniamo all’Europa e dobbiamo dimostrare di saperci prendere le nostre responsabilità e riuscire a camminare da soli. M aLa nostra classe dirigente è “a pezzi”, come scrive Danilo Taino (Corriere della Sera, 14 settembre 2011), “in confusione, senza uomini e donne a disposizione. Va rifatta. Ma in Italia, se vogliamo salvare l’Europa”. Le immagini di tafferugli davanti a Montecitorio devono farci riflettere. Non lasciamo che un pugno di irresponsabili abbia il sopravvento.

G. Dinmore, R. Sanderson, Vote paves way for Italy austerity budget, Financial Times, 15 settembre 2011. “Il governo di Silvio Berlusconi è riuscito giovedì a far approvare alla Camera il controverso pacchetto di misure che dovrebbero portare al pareggio di Bilancio, con la speranza di ricostituire la calma nel marcato obbligazionario e convincere Moody’s a non declassare ulteriormente l’Italia (…) Riconoscendo che il Governo deve fare di più e velocemente per riconquistare credibilità, Fabrizio Cicchitto, uno dei maggiori esponenti del PdL, ha detto davanti alla Camera che il Governo avrebbe proposto ulteriori misure per promuovere la crescita economica e tagliare il debito pubblico, che ha ormai superato i 1900 miliardi di euro (…) Fuori dal Parlamento ci sono stati violenti tafferugli con lanci di bombe carta, vernice e frattaglie (…) Un funzionario del Tesoro si è dichiarato ‘ottimista’ per l’esito della Manovra, non lo è altrettanto la comunità degli imprenditori (…)”.

A. Rizzo, V. Simpson, Italy gives final approval to austerity plan, CBS News, 15 settembre 2011. “!Il Parlamento italiano ha dato l’approvazione definitiva al Piano di Austerità varato dal Governo Berlusconi, una combinazione di aumento delle tasse, riforma delle pensioni e riduzione delle spese, scatenando violente proteste per le strade della Capitale (…) C’è scetticismo tra molti economisti sul fatto che le misure adottate non possano portare a una nuova crescita economica (…) Per tacita ammissione, si pensa che la manovra di giovedì cadrà presto, i parlamentari stanno considerando altre opzioni, inclusa la proposta di mettere fine ai privilegi economici sulle proprietà della Chiesa (…)”.

R. Donadio, Austere Italy? Check the traffic,  The New York Times, 14 settembre 2011. “Con soli novecentosessanta residenti e una manciata di stradine, questo piccolo villaggio arroccato sulle brulle, solforose colline del Sud della Sicilia non sembra aver grandi problemi di traffico. Ma questo non impedisce che gli sia stato assegnato un vigile a tempo pieno e otto ausiliari del traffico. Gli ausiliari, che guadagnano ben ottocento euro al mese per lavorare venti ore a settimana, sono tra i sessantaquattro abitanti di Comitini assunti dalla città, il risultato di un complicato sistema di voti di scambio, radicato tra i politici italiani a tutti i livelli (…)”.

C. Jia, Italy bond purchase may be on the cards, Chinadaily, 14 settembre 2011. “Alcuni esperti di economia affermano che il potenziale acquisto di obbligazioni italiane potrebbe servire a diversificare la più grande riserva mondiale di valuta estera e a incentivare la fiducia degli investitori nei mercati europei. Ma altri dubitano che la Cina voglia in realtà andare avanti con l’acquisto. Le speculazioni sull’acquisto di obbligazioni italiane sono sorte dopo che il portavoce del Tesoro italiano ha confermato, il 13 settembre, che il ministro dell’Economia Giulio Tremonti aveva incontrato, la settimana scorsa, funzionari cinesi (…)”.

G. Gresillon,  La Chine bien décidée à monnayer son statu de créancier du monde, Les Echos, 14 settembre 2011. “Al Forum Economico Mondiale di Delian, Pechino ha fatto capire che voleva investire, ma in società più che in debito pubblico. E il primo ministro cinese Wen Jiabao ha chiesto all’Europa di accordargli rapidamente lo statuto di economia di mercato (…) Pechino, dice il primo ministro, “deve essere estremamente prudente per navigare in mezzo a questa tempesta”. Un modo per difendersi dall’esposizione eccessiva ai debiti europei  (…)”.

D. McMahon, T. Orlik, C. Emsden, China Not Seen as Rescuer for Italy, Wall Street Journal, 14 settembre 2011. “Il Governo cinese probabilmente non correrà in soccorso allo zoppicante e indebitato Governo italiano e l’interesse all’acquisto in un’asta di obbligazioni italiane è stato decisamente scarso dopo che le notizie di incontri tra funzionari della China Investment Corporation e leader italiani avevano alimentato lunedì, anche se per poco, lo scambio nei mercati mondiali (…) Una persona vicina all’ambiente ha detto che le trattative facevano parte di un tentativo di convincere Pechino di comprare un grande ammontare di obbligazioni italiane (…) Dopo la deludente asta di lunedì, un funzionario del Governo cinese, che vuole mantenere l’anonimato, ha dichiarato che le trattative riguardavano piuttosto la possibilità di investimenti del CIC in grandi compagnie italiane, che il potenziale acquisto di obbligazioni (…)”.

M. Gérard, En Italie, la crise de la dette masque un crise de la croissance, Le Monde, 14 settembre 2011. “La Banca d’Italia che prevede, per il 2011, una crescita del PIL inferiore all’1%. l’Istat è ancora più pessimista, stimando che la crescita non supererà lo 0,7%. Se la penisola patisce per la cattiva congiuntura mondiale, subisce anche delle difficoltà strutturali che indeboliscono in modo incisivo il PIL (…)”.

C. Emsden, No Signs of China Bulls in Italy’s Debt Market, Wall Street Journal, 13 settembre 2011. “Ergo, parlare della Cina come del cavaliere bianco non è che un mormorio indistinto, dicono gli esperti (…) Ma la trattativa non si è limitata alle obbligazioni. I funzionari italiani sono preoccupati di come rimpiazzare o integrare gli importanti investimenti libici in Italia dei quali il nuovo Governo potrebbe aver bisogno (…)”.

G. Dinmore, Italy turns to China for help in debt crisis, Financial Times, 12 settembre 2011. Il Governo italiano di centro-destra si  sta rivolgendo alla ricca (in contanti) Cina, nella speranza che Pechino l’aiuterà a salvarsi dalla crisi finanziaria, comprando un cospicuo numero di obbligazioni e investendo in imprese strategicamente importanti  (…)”.

Oman Observer, Berlusconi vows quick passage of austerity, 13 settembre 2011. “Il vecchio magnate dei media ha detto che doveva urgentemente partire per Bruxelles per tranquillizzare i leader europei sulla confusione che si era creata sulla manovra finanziaria, licenziando così le accuse che vedevano il viaggio come una fuga dall’appuntamento di martedì con i magistrati (…)”.

AFP per Ahram, Euro MPs rap Berlusconi on timing of EU talks, 13 settembre 2011. “Gli incontri sono stati richiesti da Berlusconi per discutere  dei suoi sforzi volti a rimettere in piedi le finanze dell’Italia. I membri dell’opposizione e i media hanno detto che Berlusconi aveva pianificato il viaggio per evitare l’incotro con i magistrati che volevano chiarire la sua posizione di presunta vittima di ricatti da parte dell’uomo d’affari Giampaolo Tarantini (…)”.

AFP per Les Echos, L’entrevue avec Barroso et Van Roumpy possible seulement, mardì, 12 settembre 2011. “Il Capo del Governo italiano Silvio Berlusconi ha affermato lunedì che gli incontri che avrà martedì con i dirigenti europei, José Manuel Barroso e Herman Von Roumpy, non erano possibili che in quella data e ha negato ogni timore nell’essere ascoltato dai magistrati di Napoli (…) Berlusconi  nega di essere stato ricattato, affermando di aver semplicemente aiutato finanziariamente un amico di famiglia (…)”.

M. Lazar, L’Italie en Suspense, Le Monde, 13 settembre 2011. In quest’estate del 2011 “l’Italia conosce una fase di incertezza politica che si ripercuote ben oltre le sue frontiere perché contribuisce a indebolirla sui mercati finanziari e quindi a mettere in subbuglio tutta la zona euro (…)”.

F. Bruni, The Agony and the Bunga Bunga, The New York Times, 12 settembre 2011. “Settembre è stato il mese più incerto per l’Italia, visti i diversi quesiti che ha dovuto affrontare: approvazione da parte del Parlamento del Piano di Austerità, efficacia del piano e reazione degli operatori europei. Ma c’è dell’altro: che tipo di celebrazione orchestrerà il più libidinoso imperatore – scusate, rimo ministro – di tutti i tempi per i suoi 75 anni? Il grande traguardo di Berlusconi è tra poche settimane, potete pensare che possa fare di tutto, ma dovete anche chiedervi  che cos’altro possa fare. Il signore non ha avuto remore a saziarsi (…) Noi americani abbiamo tratto grande divertimento in tutto questo – lunghi resoconti sono apparsi su The New Yorker e Vanity Fair – per i dettagli scandalistici, certamente, ma anche perché rassicurante. La follia dei nostri politici impallidisce accanto a questa opera buffa all’ennesima potenza (…)”.

K. Miller, Bunga Bunga, London, restaurant review, The Telegraph, 13 settembre 2011. “Bunga Bunga a Battersea, Londra, è una pizzeria gremita di gente che ruberà il vostro cuore (…)”.

AFP, L’entourage de Berlusconi s’en prend à la pop-star Madonna, 14 settembre 2011. “In occasione della presentazione del suo film W.E. al Festival di Venezia terminato la scorsa settimana, la pop-star aveva dichiarato al settimanale Oggi: “Cosa penso di Berlusconi? Non voglio parlarne ora. Ma l’Economist ha già detto tutto, vero? Nel suo numero del 9 giugno scorso, The Economist presentava Silvio Berlusconi come l’Uomo che aveva preso in giro tutto un Paese”. E’ la quarta volta in dieci anni che il settimanale britannico striglia il presidente del Consiglio italiano (…) Il sottosegretario di Stato, Carlo Giovanardi, ha affermato che “la signora Ciccone è favorevole alle famiglie omossessuali. Di conseguenza si pone contro la nostra cultura e la nostra Costituzione (…)”.

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